Il neotecnico rispolvera modulo e uomini accantonati da Pancaro raccogliendo frutti straordinari. E il futuro appare d'un tratto nuovamente rigoglioso
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Caserta esulta contro il Cittadella
La chiave del ritorno al successo era conservata lì dove qualcuno aveva deciso di non metter più mano rischiando di gettar via quanto di splendido aveva egli stesso costruito. Il netto 3-0 con il quale la Juve Stabia ha regolato la Lupa Roma in trasferta ha la fisionomia di quel vecchio tanto efficace da saper avanzare a spron battuto a dispetto degli scleri della modernità. Il 4-4-2, di fatto il modulo più antico ed utilizzato della storia, ha dimostrato di calzare a pennello per una formazione che ha saputo vincere e convincere offrendo un gioco tanto gradevole quanto cinico. Certo, il raddoppio e il tris sono stati serviti quando le vespe sono passate al 4-3-3, ma nel frattempo erano già state gettate solide basi per indirizzare l'incontro. Tra l'altro nel finale Di Carmine è stato spostato sulla fascia con Ripa centrale, opzione praticamente mai impiegata da Pancaro. Ciò che più sorprende è l'imminente analisi perfetta di un Savini che, senza remora alcuna, ha candidamente affermato: "Ho inserito le due punte per garantire maggiore incisività alla manovra". Deduzione concreta che aveva solo nell'ormai ex tecnico gialloblù un testardo detrattore che in realtà con quella filosofia aveva in principio conquistato 15 risultati consecutivi e sognato la vetta della classifica con un organico molto meno competitivo di quello attuale che tra l'altro, abbondando di trequartisti ed esterni puramente offensivi, non garantisce ricambi puri lungo gli out della mediana. Lecito è chiedersi perché Pancaro abbia grottescamente deciso di cucirsi l'esonero su misura sfuggendo puntualmente a chi lo poneva dinanzi all'evidenza che i risultati del 4-4-2 erano stati superiori a quelli di qualunque altro modulo. Se il 4-2-3-1 era infatti stato contraddistinto dal calamitare una cattiva sorte che ha ad esempio tramutato in sconfitta la possibile vittoria contro il Benevento, il 4-3-3 si era dimostrato indigesto sin dalla scorsa estate. Stato dei fatti sin da subito chiaro a Savini che nei due giorni a disposizione ha rispolverato Ripa senza pensarci due volte ottenendo frutti straordinari al debutto anche grazie allo spettacolare gol dell'altro reietto, quel capitan Caserta che da faro della rosa era finito per essere l'ultimo dei comprimari. Mai cambiar la via vecchia per la nuova recitava un proverbio, Savini lo sa e non intende emulare chi lo ha preceduto.