Il capitano delle vespe non nasconde la sua amarezza: “Sono incavolato come poche altre volte nella mia carriera. L'ammonizione? Non ho simulato, il fallo ai miei danni era evidente”.
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Marco Migliorini
La tremenda delusione per la vittoria sfumata nei secondi finali è racchiusa negli occhi e nelle parole di Marco Migliorini, autore del gol che fino al 94' sembrava poter consegnare tre punti d'oro ad una Juve Stabia apparsa comunque in crescita sul piano della compattezza e della tenuta atletica: “La mia concezione di calcio non prevede un pareggio subito in maniera così balorda - tuona il capitano delle vespe -. Sono incavolato nero e non ho parole per esprimere l'amarezza che provo adesso. Abbiamo difeso bene il vantaggio costruito grazie ad un calcio piazzato, ma nel finale la stanchezza ci ha costretti ad arretrare un po' il baricentro. Proprio quando sembrava che il risultato fosse ormai in porto e che i nostri avversari non avessero i mezzi per bucare la nostra retroguardia, ci siamo lasciati beffare nel modo peggiore possibile”. L'attenzione poi si sposta sul cartellino giallo rimediato per una presunta simulazione nei pressi dell'area di rigore avversaria: “Mi sono lanciato in contropiede ed ero smarcato - spiega Migliorini -. L'occasione era ghiotta e non avrei avuto alcun motivo valido per cadere in assenza di un contatto. Sono convinto che un fallo del genere a metà campo sarebbe stato sanzionato, ma gli arbitri probabilmente hanno paura di fischiare quando l'azione si sviluppa nei pressi dell'area di rigore. Avrei potuto realizzare una doppietta, ma purtroppo mi trovo qui a commentare un pareggio che brucia”.