Il nuovo acquisto delle vespe ha firmato un triennale: "Questa piazza è stupenda. Non sono al top della forma, ma ho tanta voglia di dimostrare il mio valore"
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Fabio Aveni
Pupillo del ds Pasquale Lo Giudice con cui ha condiviso una fetta importante della sua esperienza catanese, Fabio Aveni approda alle falde del Faito senza squilli di tromba, ma con un passato recente da promessa del calcio italiano in attesa di spiccare il volo. Il talentuoso esterno, classe '94, con la Primavera del Catania ha mostrato ottime doti da assistman e da finalizzatore, finendo sul taccuino di tanti addetti ai lavori, intenti a strapparlo agli etnei e ad accaparrarselo. A Perugia, un anno fa, Aveni non è riuscito ad imporsi, ma Castellammare potrebbe rappresentare la piazza ideale per la sua consacrazione: "Sono molto felice di essere qui - ha affermato il giovane attaccante -.Questa piazza è splendida e ci sono tutti i presupposti per fare bene e maturare sul piano mentale e professionale. Non vedo l'ora di scendere in campo e godermi il calore del Menti, i tifosi stabiesi da anni ormai rappresentano una sorta di dodicesimo uomo in campo. Conoscevo Liotti e Nicastro dai tempi di Catania, mentre con Gomez ho giocato in Nazionale. Mi sono ambientato subito in questo gruppo, sono carico e smanioso di dimostrare il mio valore". L'ansia di calcare subito il manto erboso, tuttavia, si scontra con una condizione atletica non ottimale: "Purtroppo non sono al top della forma perché ho giocato poco di recente - ha spiegato Aveni -. Devo mettere minuti nelle gambe e contro il Martina difficilmente sarò protagonista. A Perugia sono stato frenato da una serie di problemi fisici, mentre l'esperienza catanese si è chiusa male dopo sette anni che porterò sempre nel cuore. Il passato però non conta e adesso ho firmato un triennale con la Juve Stabia. Il mio ruolo? Sono un esterno offensivo, preferisco giocare a sinistra per sfruttare la mia rapidità e andare al tiro. Voglio vincere con questa maglia e rendere orgogliosi questi splendidi tifosi".