Asta sorride: "Vorrei vedere sempre un Lecce così determinato. Gli episodi? Non li ho rivisti, ma vi confesso che a Bassano avrei beccato una squalifica lunghissima se fossi stato il tecnico delle vespe"
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Mister Salvatore Ciullo
Mastica amaro la Juve Stabia al termine del match interno perso contro il Lecce. Un ko che fa male soprattutto al tecnico Ciullo. “Ho poco da ridire ai ragazzi - sottolinea il trainer gialloblù -, più che la prestazione del collettivo sono stati gli episodi a penalizzarci. Al di là di un possibile fallo di mani sul gol di Papini, prima del match abbiamo perso Maiorano e durante la gara si sono infortunati Polak e Nicastro. Il tutto senza dimenticare che Gomez era febbricitante. Le tante assenze mi impongono di non poter cambiare modulo, posso solo ringraziare Carrotta per aver giocato senza neanche riscaldarsi. In sostanza abbiamo fatto il possibile anche se magari avremmo potuto fare qualcosina di più sulle fasce contro un grande Lecce che è stato costruito per vincere il campionato”. Insomma, la buona sorte ha preferito gli avversari. “Non cerco alibi, semplicemente ci siamo ritrovati a dover mutare qualsiasi nostra mossa per forza maggiore. Capitolo Maiorano a parte, avevo inserito Vella per dare maggiore profondità alla manovra avanzando Nicastro e dopo neanche un minuto quest’ultimo si è infortunato. Se a ciò aggiungiamo che la terna arbitrale ci ha annullato due gol, il nostro bilancio non può certo essere totalmente negativo. A conti fatti ci ritroviamo senza Maiorano, De Risio, Bombagi, Polak e Nicastro, sfido chiunque a sopperire a tante assenze”. Resta la buona reazione dopo Melfi. “La squadra ha lottato alla pari contro un avversario nettamente superiore, questo confronto rappresenta un ottimo punto di partenza in prospettiva futura. Mi auguro di recuperare presto tutti gli indisponibili, solo dopo sarò libero di optare per scelte diverse da quelle attuali. Non dimentichiamoci che dobbiamo disputare un buon torneo divertendo, non siamo partiti per vincere il campionato”. Si gode invece i 3 punti mister Antonino Asta. “Questo è il mio Lecce – spiega il tecnico salentino –, dopo l’espulsione di Liviero ho visto una formazione compatta che andava a raddoppiare e a volte addirittura a triplicare sul portatore di palla. Sia chiaro, non eravamo brocchi dopo il ko con l’Andria e non siamo fenomeni dopo questo blitz. Sarò felice quando i ragazzi dimostreranno di essersi calati totalmente in una categoria nuova per molti che hanno sempre giocato tra i cadetti e che devono capire che il cognome va portato nel cuore, non solo sulle spalle. Per far bene serve una lunga serie di prestazioni del genere”. Eppure l’ex gialloblù Liviero ha rischiato di rovinare la serata salentina. “Gli è andata bene, neanche potete immaginare cosa gli avrei detto qualora avessimo gettato al vento questa vittoria. Il rosso è giunto in un momento in cui stavamo controllando la gara senza troppi affanni e tra l’altro è stata la conseguenza di un pallone allontanato stupidamente poco prima, ingenuità del genere non si possono commettere”. Asta, ex Bassano, si sofferma poi sugli episodi denunciati dalla Juve Stabia. “Non ho rivisto le immagini, onestamente non saprei cosa dire sul gol di Papini e su quello di Ripa. Una cosa però è certa, fossi stato al posto di Savini a maggio, mi sarei beccato una squalifica lunghissima dopo il gol annullato ingiustamente a Gomez. Evidentemente affrontare le vespe mi è propizio”. Un Asta vince sia in campo che fuori.