"Ringrazio tutta la città di Castellammare e tutti i ragazzi della Curva che mi sono stati vicini in un momento difficilissimo della mia vita".
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Tra le novità della stagione che si appresta ad iniziare c'è sicuramente il nuovo ruolo di Fabio Caserta. A 36 anni il centrocampista e capitano delle Vespe, dotato di grande tecnica, visione di gioco e precisione dalla lunga distanza, decide di appendere le scarpette al chiodo e sarà sicuramente stranissimo non vederlo ai nastri di partenza del prossimo campionato di Lega Pro. Numeri di tutto rispetto per il calciatore calabrese, che in 3 anni e mezzo tra Serie B e Lega Pro ha realizzato ben 15 gol in 101 presenze tra tutte le competizioni, ma soprattutto è riuscito ad ergersi a vero e proprio leader della squadra nonché ad idolo incontrastato della tifoseria organizzata, per le sue doti umane e per combattività ed abnegazione sul terreno di gioco. Indice di attaccamento alla maglia e senso di appartenenza.
Ora comincia una nuova vita per il capitano. Lontana dal profumo del sintetico del "Menti" ma poi non così tanto. Entra nello staff tecnico guidato dal neo mister ex Martina Salvatore Ciullo, per mettere tutta la sua esperienza al servizio della squadra e del club.
Fabio Caserta arrivò alle falde del Faito tra lo scetticismo generale, salvo poi far ricredere tutti. "Sono arrivato qui a Castellammare il 21 gennaio 2012 - ricorda - e mi davano del giocatore finito nel giro di qualche anno. Grazie alla Juve Stabia ho ritrovato il sorriso e la voglia di continuare a giocare a calcio. Ho deciso a malincuore di smettere nonostante mi divertissi ancora e soprattutto mi sentissi ancora un calciatore. Purtroppo tutte le cose belle hanno un inizio ed una fine. Ringrazio il Presidente Manniello, il Direttore Filippi, tutti i miei ex compagni, lo staff medico, in particolare il Dott. Di Somma, e tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte e che mi hanno accudito come un figlio. Ringrazio tutta la città di Castellammare e tutti i ragazzi della Curva che mi sono stati vicini in un momento difficilissimo della mia vita. Ci sono state alcune occasioni in cui ho avuto l'opportunità di andar via, ma per me la riconoscenza vale più del mero denaro, e mi hatto enorme piacere continuare a far parte questa grande famiglia."
Indossare la fascia di capitano della compagine gialloblù ha sempre rivestito un fascino speciale. "Una cosa che mi ha sempre reso orgoglioso - spiega Caserta - è stata andare in giro per Castellammare ed essere fermato e riconosciuto da tutti come il Capitano. Portare in ogni parte dello stivale la fascia che rappresentava questa città e questa squadra è stato qualcosa di meraviglioso. Soffrivo ogniqualvolta non potevo giocare, non potendo di conseguenza indossare il tanto ambito braccialetto."
Questi resteranno i ricordi più belli della carriera del Capitano da calciatore. "Mi mancherà il boato del pubblico del Menti che scandiva a gran voce il mio nome dopo i gol. Ma soprattutto, durante l'ultimo campionato di Serie B, la società mi permise di portare le mie figlie in campo prima di una partita. Sono flashback che resteranno impressi per sempre nella mia memoria".
"Manniello - prosegue l'ex capitano gialloblè - , che per me è molto più di un presidente, mi ha chiesto di scegliere qualsiasi ruolo fosse di mio gradimento all'interno della società. Non riesco ancora a vedermi dietro a una scrivania, ma preferisco ancora il contatto con i compagni e con la squadra, seppur in veste diversa. Mi si prospetta una carriera del tutto nuova, per cui mi metterò subito a disposizione cercando di apprendere il meglio dal Mister Ciullo e fungere un po' da chioccia per i tanti giovani che abbiamo in rosa".
Ripercorrendo in un lampo tutta la ventennale carriera del centrocampista calabrese, vengono inevitabilmente tirati in ballo tutti i momenti topici. Sia in senso positivo che negativo. "Il top è stato il primo anno in Serie A con il Catania - prosegue nel suo amarcord - Stavo facendo benissimo e fui vicinissimo alla convocazione in Nazionale. Così come resterà nella storia il gol nel derby contro il Palermo. Il momento peggiore fu l'eliminazione in Coppa UEFA con gli stessi rosanero, partita nella quale sbagliai anche un calcio di rigore".
Allenatori e Presidenti con cui Caserta ha legato maggiormente, tra i tantissimi incontrati in carriera. "L'allenatore a cui sono rimasto più legato è stato Pasquale Marino. Venivo dalla Serie C, e mi ha dato subito grande fiducia conferendomi un ruolo da protagonista in una piazza prestigiosa come Catania tra i Cadetti. Il Presidente più vulcanico che ho avuto è stato sicuramente Zamparini, anche se mi ha sempre trattato benissimo. Così come Semeraro a Lecce e Pulvirenti a Catania"
La ferita di Bassano resta ancora aperta e duole ancora tanto. Un play-off perso a causa di un errore arbitrale incredibile "Due anni fa è stato un momento di grande sofferenza , sia a livello personale che sportivo, dal momento che è culminato con la retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro. Darei tutto per riportare la Juve Stabia in Serie B. Possibilità che ci è stata letteralmente strappata a Bassano da un arbitraggio discutibile. Non posso essere certo che eliminando i veneti avremmo vinto sicuramente i play-off, ma di certo eravamo mentalmente molto carichi"
Fabio Caserta lascia la sala stampa visibilmente commosso, con la voce ancora interrotta dalle lacrime dopo aver visto la fantastica clip che il club gli ha regalato per celebrare i momenti più belli vissuti in 3 anni e mezzo a tinte gialloblù. Il rettangolo verde è solo un po' più distante ma una nuova vita ricca di soddisfazioni è già all'orizzonte.