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Juve Stabia - La tragedia di Superga e il ricordo di Romeo Menti

Il 4 maggio 1949 un disastro aereo si portò via il Grande Torino, la più forte squadra di calcio della storia del calcio italiano, di cui Menti era un elemento imprescindibile.

tempo di lettura: 4 min
di Davide Soccavo
05/05/2016 10:16:18
Juve Stabia - La tragedia di Superga e il ricordo di Romeo Menti

Per gli appassionati di calcio il 4 maggio è sicuramente una data da ricordare seppur con somma tristezza, una data che sconvolse il mondo intero del calcio e dello sport. Il Grande Torino fu un capolavoro del calcio italiano, che andò letteralmente distrutto in un terribile disastro aereo avvenuto in un pomeriggio piovoso nei pressi della Basilica di Superga, durante il viaggio di andata della squadra per il Portogallo. Una squadra di invincibili, cinque volte campioni d’Italia, distrutti solamente da quel tragico incidente. Uno di questi invincibili fu il grande Romeo Menti, storico campione che indossò anche la maglia dello Stabia e che trascinò la squadra campana alla vittoria del campionato, conquistando il titolo di campione dell’Italia liberata nel 1944/45, titolo che sfortunatamente non è stato ancora riconosciuto. Il portiere granata Bacigalupo, anch’esso deceduto nell’incidente, affermava che Romeo era solito sfidarlo in allenamento: Menti era un rigorista e quasi sempre il portiere ne usciva sconfitto. Una testimonianza che fu segno di affetto e unione legata a quella squadra entrata nel mito e prova dell’invincibilità di quel giocatore, a cui oggi due stadi importanti sono intitolati, tra questi c’è ovviamente quello del Rione San Marco. Non vi sono prove sufficienti che possano dare precise testimonianze di quel campionato, ma fonti affidabili sostengono che venne vinto a tavolino dalla squadra gialloblù, dopo il pareggio con il Napoli per 3 a 3. Al campionato presero parte due formazioni di serie B (Napoli e Salernitana), quattro di serie C (Stabia,Scafatese, Torrese e Casertana), due squadre allora militanti in Prima Divisione Campana (Frattese e Portici), e poi la P.M.I. (una squadra formata da agenti della Polizia Militare). A Napoli le gare furono giocate nel recinto dell'Orto Botanico, poiché lo Stadio Ascarelli venne abbattuto durante la guerra. A Salerno invece venne utilizzato lo stadio "Littorio", successivamente rinominato Stadio “Donato Vestuti”, il quale non subì miracolosamente alcun danno. Lo Stabia invece si alternava, giocando le proprie partite casalinghe tra Napoli, presso lo Stadio del Vomero e Castellammare, presso lo Stadio San Marco. Menti mostrò le sue abilità di goleador anche con la maglia della Nazionale, segnando cinque gol in sette presenze, realizzando una tripletta nella gara d'esordio. Una squadra che morì, undici miti che nacquero. “Solo il fato vinse”. Questa fu la frase che esaltava i giovani decaduti, oltre ai tre dirigenti granata, i tre allenatori, tre giornalisti e quattro membri dell’equipaggio, compianti da una folla immensa ai funerali delle vittime. I granata erano in rotta per Lisbona, dove si sarebbe giocata l’amichevole contro il Benfica, in quella che sarebbe anche stata l’ultima partita da giocatore di Francisco Ferreira, nonché amico di Valentino Mazzola. L’aereo decollò nel primo pomeriggio, ma due ore dopo, in seguito a vari tentativi inutili di segnalazioni del pilota, vennero segnalati rovesci di pioggia, forti raffiche di vento e soprattutto una scarsissima visibilità. L’aereo con il Grande Torino a bordo, eseguita la virata verso sinistra, si mise in fase di atterraggio di emergenza viste le ingestibili condizioni del veicolo per cause meteorologiche e allineato per prepararsi all'atterraggio, si va invece a schiantare contro il terrapieno posteriore della basilica di Superga. Si ipotizza che il pilota ritenne di riuscire ad atterrare in tempo e nella posizione giusta, pensando di avere la collina alla destra dell’aeroplano, ma che purtroppo se la ritrovò proprio davanti. Data la velocità non vi fu alcuna possibilità di evitare l’impatto e delle 31 persone presenti a bordo nessuna si salvò. Dopo 67 anni il dolore non è mutato da quella terribile tragedia e oggi a Superga si sono rivissuti momenti intensi con una commemorazione toccante che ha commosso i cuori di migliaia di tifosi del Toro. A 67 anni il ricordo di quei ragazzi, e di Romeo Menti in particolare, rimane vivo nei cuori degli sportivi e dei tifosi, soprattutto i tifosi dal cuore gialloblù. Il giocatore nativo a Vicenza segnò 139 reti nella sua carriera, conquistando 4 scudetti, 1 titolo di campione dell’Italia liberata, 2 Coppe Italia e 5 reti su 7 presene con la maglia della Nazionale Italiana.

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