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Juve Stabia - La parabola ascendente di Arcidiacono, da reietto a beniamino dei tifosi

Balzato agli onori della cornaca per il Daspo ricevuto ai tempi del Nuova Cosenza per un episodio alquanto spiacevole e controverso, l'esterno gialloblù è riuscito a risollevarsi e conquistare il cuore dei supporters del Martina prima dell'approdo in gialloblù.

tempo di lettura: 4 min
di Serena Di Capua
07/08/2015 14:55:07
Juve Stabia - La parabola ascendente di Arcidiacono, da reietto a beniamino dei tifosi

C'è sempre chi va, chi viene e chi resta. Il calciomercato si sa è imprevedibile e ciò che un giorno può essere sicuro, quello dopo non è detto che lo sia. Tra partenze e arrivi ogni squadra, in questo periodo, è un cantiere aperto, non si va mai in vacanza. Bisogna studiare e progettare per far inquadrare tutto in maniera scrupolosa ed equilibrata. Ad una cessione di un pezzo pregiato non sempre si riesce a sopperire con un altro dello stesso valore. E' quella la difficoltà più grande alla quale vanno incontro molte società di calcio. Ma questo non è il caso della Juve Stabia. Dopo l'addio di Di Carmine, si temeva il peggio. La squadra sembrava essersi indebolita senza un elemento di esperienza e di qualità come l'attaccante fiorentino. Invece il lavoro certosino del direttore Lo Giudice ha riacceso l'entusiasmo della città, piazzando un colpo da novanta con l'acquisto dell'esterno offensivo Pietro "Biccio" Arcidiacono. Il calciatore, nativo di Catania, è stato in assoluto uno dei migliori dello scorso campionato di Lega Pro con la maglia del Martina Franca, per rendimento e buone capacità finalizzative, collezionando 9 gol in 35 presenze. Una vera spina nel fianco, tecnicamente molto dotato e veloce. Esterno sinistro ed in alternativa seconda punta, Arcidiacono ha dimostrato da subito di che pasta è fatto. Durante il ritiro di Gubbio si è ritagliato un ruolo da protagonista non solo in campo, trovando il giusto feeling nella catena di sinistra nel 4-4-2 di mister Ciullo dando fantasia ed imprevedibilità agli affondi gialloblù, (soprattutto in occasione della gara di Coppa Italia contro il Melfi) ma anche fuori dal terreno di gioco con le sue performance canore e scherzi acquatici. Scheggia impazzita fuori e dentro lo stadio, capace di far perdere la bussola alle difese avversarie e di farla ritrovare ai compagni di squadra. Estroso, divertente, ironico, sorridente spesso sopra le righe. Questo è l'identikit del giovane siciliano, ribattezzato simpaticamente "Biccio", forse nel ricordare l'ariete, o il maschio nel gregge delle pecore, quando prende a cornate i suoi rivali o qualsiasi altra cosa. Perché lui è un calciatore atipico, mai scontato e banale nei suoi modi di fare. A fiato, tecnica, volontà, tiri, passaggi e corsa abbina il suo carattere piccante da ragazzo del sud. Durante la sua carriera il suo modo di essere l'ha spesso condizionato e penalizzato. L'anno scorso, ad esempio, gli capitò un episodio incredibile. Nel corso dell'incontro esterno contro il Savoia (vinto dai pugliesi con il punteggio di 2-1), al minuto 86' il bomber segnò la rete che permise alla squadra di centrare tre punti importantissimi e, per esultare, alzò la maglia da gioco per mostrare una t-shirt con la foto di un caro amico, scomparso da poche settimane. Un bel gesto di umanità, che però gli costò l'espulsione per doppia ammonizione. Ma questo non è l'unico episodio inverosimile. In passato l'attaccante balzò agli onori della cronaca per un fatto analogo, seppur controverso che lascio dietro molti strascichi e polemiche. Nel 2012 all'epoca bomber del Nuova Cosenza (serie D), festeggiò un gol contro il Sambiase esibendo una maglietta con la scritta "Speziale è innocente". Un gesto che non voleva magnificare l'autore di un omicidio ma rappresentare una, seppur non condivisibile, manifestazione del pensiero del giocatore, ma che alla fine gli costò un Daspo di ben tre anni. Ma ciò non gli ha mai tarpato le ali, diventando l'idolo indiscusso di ogni tifoseria che ha sempre aperto le porte del suo cuore a giocatori grintosi come lui. Ed ecco la sua nuova sfida: rapire l'anima di una città delusa e affamata di calcio come quella di Castellammare per spazzare via l'amarezza di Bassano e sognare il ritorno in serie B. Intanto la Juve Stabia non si ferma. La squadra agli ordini di Ciullo continua a preparare la sfida di domenica a Lanciano, valevole per il secondo turno di Coppa Italia. Per sciogliere le ultime riserve ieri è andata di scena, sul sintetico di Casola, un'amichevole contro la primavera dell'Avellino. Al di là del risultato, gara terminata 3-0 in favore delle vespe nella quale ha brillato la stella di Pagano, autore di una doppietta, ciò che ha destato scalpore è stato l'atteggiamento in campo dei lupi, al limite del fair -play, lasciando di sasso gli spettatori presenti sugli spalti.

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