Che la gara tra Catania e Juve Stabia non fosse semplice da gestire per l’ordine pubblico era piuttosto semplice da prevedere. Le tifoserie non si amano, anche per lo storico gemellaggio che unisce i gialloblù al Siracusa. Forte amicizia nata nel 1979 nel segno di Nicola De Simone, nato a Castellammare e calciatore di entrambe le squadre morto in seguito ad uno scontro di gioco nel corso di Palmese-Siracusa. Le due squadre non si affrontavano da tantissimo tempo, in particolare dal lontanissimo 21 novembre 1999, quando ci fu l’unico pareggio in 3 precedenti sull’isola tra etnei e vespe. C’era ancora la vecchia C1 e fu 1-1, con Di Nicola che ristabilì l’equilibrio dopo l’iniziale vantaggio rossazzurro con Passiatore. Al ritorno a Castellammare gli etnei si imposero per 2-1, e fu un duro colpo che tagliò le gambe alle vespe dopo una striscia di 8 risultati utili consecutivi che stavano tirando fuori la squadra dalla zona calda della classifica. 2 pari e 3 sconfitte nelle ultime 5 gare condannarono la Juve Stabia ai play-out, persi ironia della sorta contro l’Atletico Catania. Gli atri due precedenti, risalenti a 1949 e 1952, avevano visto il Catania imporsi rispettivamente per 1-0 e 4-2.
Entrambe le compagini hanno vissuto una stagione strana, con le ambizioni iniziali crollate a causa di un andamento disastrato. La Juve Stabia veniva dal 4° posto della scorsa stagione, con l’amara cornice del play-off perso per un clamoroso errore arbitrale in quel di Bassano. L’ossatura della squadra era rimasta pressoché identica e si prevedeva un campionato importante, a ridosso delle squadre di vertice in assenza di organici fuori categoria quali il Benevento e la Salernitana della scorsa stagione. Invece il pessimo avvio sotto la gestione Ciullo, con 1 solo successo, 1 pari e 4 ko nelle prime 6 gare, e la pareggite acuta sofferta con Zavettieri hanno costretto la società ad un anno di assestamento con l’obiettivo di raggiungere una tranquilla salvezza e programmare la prossima stagione. Con Zavettieri sono infatti giunti 5 vittorie, 3 sconfitte e ben 12 pareggi. Un totale di 13 che fa delle vespe la compagine più avvezza del girone al segno X. I 31 punti in graduatoria, con un margine di 5 punti proprio sul Catania (ultima squadra attualmente condannata a disputare la fase post-season), autorizzano al momento a dormire sonni relativamente tranquilli, a patto che non ci si faccia prendere da pericolosi cali di tensione.
Annata da dimenticare anche per gli etnei, retrocessi a tavolino dopo lo scandalo calcioscommesse che ha portato all’arresto del presidente Pulvirenti, e ripartiti dalla Lega Pro con un peso di 10 punti di penalizzazione sul groppone. Dopo un avvio straordinario che lasciava presagire una stagione tranquilla, il 2016 non è stato foriero di buone prestazioni, con gli etnei che hanno conquistato soltanto 1 successo contro il Matera, 6 pari e 3 sconfitte che hanno fatto precipitare la squadra in zona play-out e spinto la società ad esonerare Pancaro rimpiazzato da Moriero.
La gara, terminata con il punteggio di 1-1, ha visto andare nel tabellino firme importanti. Prima Bombagi, l’ex di turno, che paradossalmente stava trovando poco spazio alle direttive del suo mentore Pancaro, prima di esplodere proprio contro i suoi vecchi compagni nel 4-2-3-1 cucito su misura per le sue qualità da Moriero. Quindi Diop, calciatore noto agli assidui frequentatori del Menti per aver già vestito la maglia della Juve Stabia in Serie B nella stagione 2012/13. Appena ventenne, riuscì a collezionare 13 presenze (4 da titolare) ed 1 rete messa a segno alla seconda giornata nell’1-2 interno contro lo Spezia. L’attaccante senegalese prosegue il suo girovagare tra Crotone, Ternana, Matera e Lecce fino a tornare a vestire il gialloblù dal mercato invernale della stagione in corso. Dal suo esordio contro il Catanzaro, Diop è stato tra gli elementi più determinanti a disposizione del mister Zavettieri. In sole 7 gare ha già fornito 2 assist ma soprattutto realizzato 5 reti, eguagliando in poco meno di due mesi il suo record personale fatto registrare proprio nella scorsa stagione a Matera. Con 8 partite ancora da giocare la doppia cifra non è un miraggio e sabato sera il calendario mette in scena proprio la sfida amarcord al Menti contro la squadra lucana.