Alessandro Marotta esulta
La leadership di “El Diablo” Marotta dovrà rappresentare la base da cui dovrà partire la Juve Stabia che verrà. In attesa che la ferita provocata dall’eliminazione ai playoff si rimargini, l’attaccante giunto a gennaio dal Vicenza si è stretto intorno ai compagni riavvolgendo il nastro di una stagione che ha regalato un girone di ritorno esaltante a dispetto dell’epilogo prematuro rispetto a quanto i recenti risultati avessero lasciato sperare. “La sconfitta è cattiva – si legge sulla pagina social dell’attaccante –, è difficile da digerire, è così cattiva che riesce a far dimenticare tutto quello che hai fatto fino a quel momento. Sono arrivato a Castellammare con tanto entusiasmo, avevo una voglia di giocare pazzesca, sono arrivato in una squadra decima in classifica, dove nessuno credeva che si potesse fare qualcosa di importante! Ho trovato grande professionalità e voglia di fare da parte di TUTTI! Abbiamo chiuso la classifica in quinta posizione, condita da nove vittorie consecutive fuori casa, "RECORD della Lega Pro", ridato fiducia, entusiasmo e speranza a tutta Castellammare, questo vuol dire aver Vinto!!! La sconfitta rimane sconfitta nella testa dei perdenti, ma se sei vincente nel cuore e nella testa, non perderai mai!!! Grazie a tutti i miei compagni, è stato un piacere”. Classe 1986, “El Diablo” sarà ai nastri di partenza della prossima stagione con l’obiettivo di garantire nuovamente il proprio contributo al processo di crescita di una Juve Stabia che, come anticipato più volte dai fratelli Langella, ha l’anno scorso stilato un progetto triennale per il ritorno in serie B. I 12 gol nella regular season, arricchiti dal rigore realizzato ai playoff contro la Casertana, rappresentano la dote preziosa con cui Marotta si è presentato a quei tifosi che, si spera, a settembre potranno finalmente tornare a gremire le gradinate del Romeo Menti. Il primo nodo da sciogliere sarà chiaramente legato alla panchina con un mister Padalino in scadenza che, seppur rivelatosi in grado di compattare e dare una propria identità ad una rosa costruita con notevole ritardo e rivoluzionata a gennaio, non è riuscito a far arrivare la propria squadra ai playoff con l’adeguata preparazione psicologica. La corazzata sbarazzina e determinata vista nel girone di ritorno si è improvvisamente scoperta confusionaria e contratta, tramutando il vantaggio del doppio risultato in un aggravio rivelatosi quasi letale già al primo turno. E se mister Caserta ci aveva abituati ad un club in grado di cambiare fisionomia anche in tre o quattro circostanze nell’arco del medesimo match, il tecnico foggiano non si è dimostrato determinante nella lettura delle partite e dei cambi in corsa quando ha avuto a disposizione una panchina degna di tal nome. Valutazioni che la dirigenza sta facendo con estrema calma assieme all’esperto ds Pavone che non intende lasciare nulla al caso. Discorso che vale anche sul fronte calciatori, con parte della rosa attuale che sarà disgregata per fine prestito. È il caso, tra gli altri, di Farroni tra i pali, di Elizalde e Mulè in difesa, di Bocchetti e Cernigoi in avanti e, soprattutto, di Orlando e Fantacci sulle corsie esterne, anche se non è escluso che le promozioni in serie A di Salernitana ed Empoli possano conciliare il rinnovo di questi due prestiti. Ipotesi che, al di là del fatto che Orlando sembra destinato al torneo cadetto, potranno chiaramente essere approfondite solo quando si conoscerà il volto del prossimo tecnico e la sua idea tattica. E chissà che novità, in tal senso, non possano giungere al termine di quei playoff che proprio oggi vedranno entrare nel vivo la fase nazionale che il prossimo 16 giugno designerà la quarta squadra promossa in cadetteria. Dalle garanzie Braglia e Auteri alla sorpresa Filippi, passando per Mandorlini o Calabro, d’altronde, i nomi non mancherebbero di certo. Senza dimenticare che, dopo una lunga gavetta, mister Scienza meriterebbe una grande opportunità.