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Juve Stabia - Il senso di appartenenza


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La storia ci insegna che spesso dal passato si trovano esperienze, scelte, strategie e decisioni che d'improvviso invertono la rotta di "imbarcazioni" prossime alla deriva. Una lettura del tempo che fu è funzionale al presente, tra intrecci e fatti che ciclicamente si ripropongono anche con diversità di situazioni legate dal filo della stessa sostanza.
Accade per la politica, per l'economia, per la società e persino per l'avvincente gioco del calcio. Quel gioco che è in grado di risvegliare l'animo della fanciullezza in tutti noi. Cosicché, dopo essere stati catapultati nel periodo più buio dell'era moderna, ci ritroviamo come bambini a credere che un gol, una vittoria, un urlo di gioia, possano essere l'unico deterrente per tornare a sorridere....a credere.
Nella nostra città accade sempre "IL TUTTO" del tutto.
La nostra squadra del cuore torna in gioco nel gioco, dopo una pausa del mondo che ci ha imposto, per mesi, di restare chiusi in casa. Una pausa forzata e non sfruttata. Anzi, una pausa che ha fatto emergere dissapori, antipatie, conflitti e idiosincrasie tra vecchio e nuovo. Proprio quando la speranza di tornare a vivere una vita "quasi" normale, in casa JuveStabia ognuno da libero sfogo al proprio malessere strategico, per tempo rimasto celato da strumentali compromessi, dando libero sfogo ai reconditi pensieri.
Per portare un esempio, ecco cosa è accaduto e cosa sta accadendo per colpe generali e non dei singoli.
Immaginiamo che la JuveStabia squadra siano i figli e la dirigenza (proprietà) i genitori.
Famiglia moderna, blasonata, serena nelle apparenze e proiettata a fare quel salto di qualità per assicurarsi un futuro dignitoso e sereno.



Dopo circa 3 mesi trascorsi sui divani, i genitori per dare una "botta di vita" iniziano a litigare. Ognuno rinfaccia le colpe, minacciano il divorzio....preparano le valige. I figli capiscono ma non accettano la decisione della separazione che sembra imminente. Ma, d'improvviso, una passeggiata romantica in villa comunale, per giunta immortalata da fotoreporter avvisati.....fa scoppiare la pace. Baci, abbracci ed addirittura il primo cittadino che si erge da nuovo Alberto Castagna di Stranamore.
Tutto questo mentre i figli si preparano per il ritorno a scuola. Un ritorno disastroso, un ritorno da incubo. Ognuno crede di essere il migliore, quindi filoni, scorribande ed assenza totale di studio, sono alla base di insufficienza in tutte le materie.
La bocciatura è prossima.....ma mentre l'inutile silenzio generale avvolge paure ed incubi....ecco che il passato irrompe con tutto il suo essere VERO. Un passato che con la voce del grande Nonno Fiore impone a genitori e figli di ascoltare il suo dire e di farne tesoro, pena il "disconoscimento" per tutti i legittimi eredi.
Il Nonno Fiore ordina il silenzio con il suo fare autorevole ed esclama:" ora basta cavolate. I genitori tornino ad essere da esempio per i figli ed i figli tornino ad essere ubbidienti e diligenti. Come mi chiedete? Come la storia insegna, ovvero che si vince e si perde tutti insieme. Tutti, dove per tutti si intende l'intero nucleo familiare. Quindi inutile fingere e rimandare il divorzio, ma prima che questo accada siate capaci di ritornare, almeno per poco tempo, ad essere una DEGNA FAMIGLIA. Poi ognuno per la sua strada con la consapevolezza di aver lasciato in ognuno il vero senso dell'APPARTENENZA".
GIUSEPPE MERCATELLI



Juve Stabia - Il senso di appartenenza

sabato 4 luglio 2020 - 18:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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