L'unica certezza al momento è il primo posto del Brescia nell'ipotetica graduatoria dei ripescaggi. Dietro scalpitano le altre con almeno tre società dinanzi i gialloblù tra mille e più rebus. E attenzione all'ipotesi riammissione che farebbe felice l'Entella e riabiliterebbe l'Ascoli
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Franco Manniello
L'ennesima estate di passione fuori dal campo è servita. Il fallimento del Parma e l'arresto del patron del Catania Pulvirenti hanno di fatto dato il via alla battaglia per il ripescaggio in serie B. Ad Amalfi, nei primi giorni di giugno, il presidente del torneo cadetto Andrea Abodi ha confermato la volontà di colmare eventuali vuoti in organico prima di un blocco triennale che partirà nell'estate 2016. L'intenzione da parte dei vertici federali resta quella di confermare i criteri degli anni addietro ponendo sul piatto della bilancia la posizione dell'ultima stagione, la media spettatori dal 2009 al 2014 e la tradizione della città dal 1929 ad oggi per una graduatoria che terrà solo in seguito conto dei criteri infrastrutturali. Conferme che di fatto tagliano le gambe alla Juve Stabia che, se l'anno scorso era stata preceduta solo da Pisa e Vicenza tra le aventi diritto, oggi si ritroverebbe a battagliare contro un colosso come il Brescia che non dovrebbe di fatto aver alcun problema a sbaragliare la concorrenza forte dei tanti campionati disputati tra serie A e B. Dietro vi sarebbero poi il Varese, a meno di coinvolgimenti della dirigenza nell'inchiesta "Il treno del gol", e forse persino quel Cittadella che potrebbe risentire tuttavia dell'esser stato fondato nel 1973 perdendo di fatto molte lunghezze nel campo della tradizione storica. Ironia della sorte, finirebbe nel marasma delle ambiziose formazioni di Lega Pro l'Entella che, per effetto dell'assurda normativa sulla tradizione cittadina che ignora tra l'altro i cambi di denominazione, verrebbe penalizzata pur avendo perso, tra l'altro immeritatamente, i play-out con il Modena. In più a pesare sarebbe nuovamente il gol ingiustamente annullato a Gomez a Bassano perché la squadra del patron Manniello è di fatto solo terza per media punti tra le formazioni eliminate ai quarti (Benevento ed Ascoli erano seconde nei rispettivi gironi con 76 e 71 punti, Pavia terzo ma a quota 68 a -2 dai 70 mattoncini messi assieme dall'undici di mister Savini). Insomma, le possibilità di ripescaggio per le vespe sono prossime allo zero, tanto più che già un anno fa la Figc ha dimostrato di non tener conto delle pesanti posizioni debitorie di club che, come appunto il Vicenza, potrebbero vedere la propria condotta da censura premiata con il ritorno in B. È il caso di Brescia e Varese che, a dispetto del cambio di proprietà in corsa, non versano ancora in condizioni floride. Da valutare anche le situazioni di Pisa e Lecce, che al momento rischiano l'iscrizione in Lega Pro, ma che di fatto potrebbero ottemperare in extremis alla presentazione della documentazione proprio per giocarsi la carta ripescaggio. Ma i gialloblù intendono comunque restare alla finestra perché due neopromosse, il Como e il Teramo, rischiano più di qualcosa: i lombardi hanno registrato il paradossale abbandono del patron subito dopo la vittoria dei play-off anche se sarebbe assurdo non registrare un cambio al vertice alla luce dei contributi cadetti, i biancorossi sono alle prese con il doppio tentativo di combine contro Savona e Carrarese anche se il Matera in Lega Pro se l'è cavata con qualche punto di penalizzazione da scontare durante la prossima annata. E qualora si dovesse decidere di riscrivere le graduatorie di serie B e Lega Pro, ad esser premiate sarebbero l'Entella e l'Ascoli con quest'ultimo club che, seppur fuori dai ripescaggi perché rifondato due anni or sono, potrebbe di fatto essere riammesso come capitò al Vicenza non più di cinque stagioni fa. Di sognare non val dunque quasi la pena alle falde del Faito, ma restare alla finestra non costa nulla. Tant'è che vi sarebbe già stato un primo colloquio telefonico tra Manniello e Abodi per far luce sulla situazione reale.