Mister Nunzio Zavettieri
Solo il campo potrà fare le carte ad un mercato gialloblù tutto da scoprire. La consueta sessione di riparazione ha dato il là ad un’autentica rivoluzione in seno ad una Juve Stabia che ha registrato ben 17 operazioni in prima squadra mettendo a disposizione di Zavettieri sette nuovi interpreti rispetto alla rosa che ha completato il girone di andata. A far discutere i tifosi sono soprattutto le partenze di Migliorini, Bombagi ed Arcidiacono, tre elementi che hanno regalato punti preziosi alle vespe tra le entrate difensive del centrale, l’assist di Agrigento ed il gol contro il Catania dell’ex Reggina e le 4 reti di “Biccio”. E se il sacrificio del difensore ex Torino era preannunciato dopo la mancata partenza ad agosto, preoccupano non poco in chiave prospettica gli addii dei due centrocampisti offensivi. Zavettieri già dopo il match contro il Catanzaro aveva sottolineato di voler costruire una nuova Juve Stabia impostata su caratteristiche differenti rispetto a quelle dei partenti, ben venga dunque l’ingaggio di Lisi, esterno che tende a cercare maggiormente i compagni rispetto all’egoisticamente estroso Arcidiacono. Lungo la mediana l’arrivo di Izzillo in luogo di Bombagi certifica il definitivo addio al 4-3-3 in nome del 4-4-2 e sugli esterni il giovane Grifoni, di cui si parla un gran bene, è andato a rimpiazzare numericamente il tassello lasciato vuoto da Vella. In difesa interessanti i colpi Rosania, di pochi mesi meno giovane di Migliorini, e Navratil, gigante ceco destinato a dire la sua quando arriverà il transfer dato che può contare sullo storico affiatamento con Polak. Il tutto senza nulla togliere al sin qui sorprendente Carillo. Positivi in avanti gli ingaggi di Del Sante e Diop, attaccanti effettivamente in grado di potenziare un reparto orfano di Ripa sino a fine stagione. Per poter sbilanciarsi su entrambi bisognerà attendere le prossime partite in attesa che raggiungano la condizione migliore anche perché sin qui l’ex Pavia è incappato in una serie di piccoli infortuni che ne hanno ridimensionato il rendimento. Ed un acquisto in più a tutto campo è da considerare la permanenza di Contessa, sin qui rivelatosi decisivo sia in fase di copertura che di spinta. Di fronte alle indolori cessioni di Modesti, Buondonno, Pagano, Padovano e Mileto, quello gialloblù è un mercato che ha bisogno di tempo e fiducia per comprendere se le mosse del ds Logiudice siano state sagge o eccessivamente rischiose alla luce del peso specifico che potrebbero avere sulla rosa ben tre addii eccellenti in contemporanea a campionato in corso. Senza dimenticare che fondamentale sarà ora tastare i polsi di una tifoseria che, qualora i risultati dovessero continuare a latitare, sarà pronta a scagliarsi contro un eccesso di zelo nello sfoltire la rosa che ad alcuni ha ricordato quando, al secondo anno di serie B, si prepararono in fretta e furia i bagagli di Danilevicius ed Erpen quando si era in zona play-off e si finì il torneo con una salvezza giunta alla penultima giornata più per demeriti altrui che per meriti delle rinsecchite vespe. E stavolta i play-out sono già a gennaio dietro l’angolo per un Zavettieri che dovrà rimodellare rapidamente il proprio undici per raggiungere al più presto zone della classifica di gran lunga meno calde rispetto alle attuali. Magari incrociando le dita con l’augurio che il girone di ritorno possa porre la parola fine al capitolo infortuni che sin qui ha falcidiato le vespe. E chissà che tra i tanti partenti non si sia allontanato il Crisantemi di turno.
Il riepilogo delle operazioni gialloblù. Tra parentesi le squadre di provenienza per quanto concerne gli acquisti, di destinazione per quanto riguarda le cessioni.
ACQUISTI: Del Sante (Pavia), Rosania (Paganese), Izzillo (Ischia), Navratil (Svincolato), Lisi (Rimini), Diop (Lecce, di proprietà del Torino), Grifoni (Prato).
CESSIONI: Modesti (Risoluzione), Buondonno (Frattese), Pagano (Gragnano), Padovano (Cavese), De Risio (Padova), Migliorini (Avellino), Vella (Paganese), Bombagi (Catania), Mileto (Messina), Arcidiacono (Foggia).