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Juve Stabia - Il Menti è un tormento. «Senza stadio tutto può accadere, le istituzioni si sveglino»

Una nuova proroga è pressappoco impossibile, le vespe rischiano un torneo in esilio

tempo di lettura: 2 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
28/04/2016 00:57:24
Juve Stabia - Il Menti è un tormento. «Senza stadio tutto può accadere, le istituzioni si sveglino»

Franco Manniello

L’incubo Romeo Menti affligge la Juve Stabia. Blindata la salvezza grazie al successo di domenica contro la Lupa Castelli Romani, le vespe denunciano per l’ennesima volta l’immobilismo dell’amministrazione comunale in merito alla querelle stadio. «Non bastasse l’esser costretti ormai da due anni ad allenarci fuori città – grida ai quattro venti il direttore generale Clemente Filippi –, ad oggi sarebbero pressappoco nulle le possibilità di ottenere l’omologazione per lo stadio Menti in vista del prossimo campionato. L’ultimo incontro con il commissario prefettizio Vaccaro è datato 27 dicembre 2015, da allora siamo in attesa di una telefonata o di un qualsiasi cenno di interesse da parte del Comune e di chi lavora nei suoi uffici. È inammissibile trovarsi a giocare su un terreno in erba sintetica risalente al 2009 e tuttora reso praticabile solo da numerosi rattoppi seguiti a proroghe varie da parte degli enti calcistici preposti, ora siamo giunti davvero troppo sotto la soglia di agibilità indicataci durante la scorsa stagione. Non mi piace parlare di malafede anche se la verità è una sola: con la buona volontà i lavori potrebbero essere completati in tempo per l’inizio del prossimo campionato di Lega Pro». Vietato in questa fase parlare di impianti alternativi anche se due campionati or sono la società indicò il Partenio Lombardi di Avellino come seconda struttura. «Parlarne oggi sarebbe negativo – taglia corto Filippi –, vorrebbe dire guardare con pessimismo ai prossimi mesi. Sono valutazioni che faremo eventualmente in seguito, dal 16 giugno in poi dovremo fare i conti con le diverse scadenze tra cui quella relativa all’indicazione dello stadio presso cui disputare le partite interne. Mi auguro, qualora il commissario Vaccaro dovesse continuare a disinteressarsi della nostra vicenda, che il prossimo sindaco si dimostri attento contrariamente ai suoi predecessori anche se siamo consapevoli che la città ha anche altre priorità che vengono prima del calcio». Ad angosciare i tifosi è soprattutto il capitolo iscrizione. «Manniello è il primo tifoso della Juve Stabia, al momento escluderei l’ipotesi di una mancata presenza al via del prossimo torneo. Ma è chiaro che dinanzi all’impossibilità di poter programmare un piano marketing o una campagna abbonamenti perché costretti a giocare chissà dove, tutto potrebbe accadere dato che già a Castellammare fatichiamo a raggiungere le mille presenze. Anche che la passione potrebbe scemare». Lo stadio prima di tutto, le vespe non possono continuare a vivere da nomadi.

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