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Juve Stabia - Il futuro di Ciullo appeso al suo passato

La gara contro il Martina Franca fondamentale per evitare l'esonero. Oltre agli infortuni pesano anche difficoltà tecnico-tattiche.

tempo di lettura: 6 min
di Giovanni Minieri
06/10/2015 09:21:34
Juve Stabia - Il futuro di Ciullo appeso al suo passato

La Juve Stabia prende troppo alla lettera il gemellaggio storico esistente con la Casertana e regala ai falchetti una partita che sembrava essere indirizzata sui binari giusti, grazie ad una seconda frazione di gioco in cui le vespe provavano a far gioco, pur non riuscendo a trovare la decisiva zampata vincente negli ultimi metri. Purtroppo l’ennesima disattenzione in fase difensiva permette a De Angelis di trovare il gol del definitivo 2-1 permettendo ai rossoblù di sfatare un tabù importante. La squadra di mister Romaniello mantiene (in coabitazione con Paganese, Messina e Catania) l’imbattibilità in campionato ed espugna di nuovo il Menti dopo ben 55 anni. Partita speciale per tanti ex gialloblù, a partire dal dg Pannone fino ai calciatori Agyei, De Angelis (in campo), Pezzella e Ciotola (in panchina). Mentre l’esterno mancino Tito, stabiese doc, affronta per la prima volta la Juve Stabia da avversario, giocando una gran partita e regalando alla sua squadra del cuore un amaro dispiacere.
È una Juve Stabia irriconoscibile, soprattutto nel proprio impianto. Nelle prime 3 uscite interne stagionali, le vespe hanno collezionato 1 pari e 2 ko, già il doppio di quanti incassati complessivamente in tutta la scorsa stagione, quando soltanto il Benevento riuscì a violare il “Menti” grazie ad una doppietta di Eusepi che rimontava l’iniziale vantaggio stabiese firmato Di Carmine.
Il pessimo avvio di stagione della truppa guidata da Salvatore Ciullo non può però essere ricondotto soltanto alle assenze, seppur gravi e contemporanee di Maiorano, Bombagi, Nicastro, De Risio e Ripa, ma palesa anche alcune difficoltà tecnico-tattiche che vanno analizzate ed affrontate con cura.
La difesa, nonostante sia stata confermata in blocco, sembra essere il reparto che soffre le maggiori difficoltà. La Juve Stabia, infatti, con 7 reti subite rappresenta la peggior difesa di tutto il Girone C di Lega Pro ed in nessuna delle 5 gare finora disputate è mai riuscita a mantenere la porta inviolata. Contessa, seppur in lieve miglioramento dopo le due panchine contro Paganese e Catanzaro è ancora ben lontano dallo stantuffo ammirato nella scorsa stagione. Cancellotti rovina una discreta prestazione permettendo a Tito (con la colpevole complicità di Vella) di far tutto ciò che vuole lungo il suo out di competenza e mettere al centro il pallone da cui è poi nato il gol di De Angelis. Se Migliorini, tra alti (molti) e bassi (pochi) resta il valore aggiunto della retroguardia gialloblù, la nota dolente riguarda invece Jan Polak. Forse colpito psicologicamente dalla perdita della fascia di capitano a vantaggio proprio del compagno di reparto, restato a Castellammare nonostante sirene importanti di categorie superiori, il colosso ceco sta rendendo al di sotto delle aspettative, e sabato è stato tra i principali responsabili della sconfitta. Sul primo gol Migliorini sale a contrastare De Angelis tra le linee, ma il suo velo libera Mancosu che serve Negro, il quale è lesto ad infilarsi tra Polak e Contessa impegnati più a guardar la palla che l’uomo. Anche il definitivo 2-1 è da museo degli orrori. Lungo lancio di Capodaglio sulla sinistra verso Tito che supera come birilli Vella e Cancellotti, troppo molli nei contrasti, e crossa al centro dell’area. Migliorini contiene come può Alfageme, ma Polak si perde De Angelis che realizza il tap-in vincente a pochi metri da un incolpevole Russo. Negro si conferma bestia nera per la Juve Stabia, a cui segna per la quarta volta. L’attaccante rossoblù si è infatti ripetuto dopo le tre reti messe a segno con la maglia dei rivali della Nocerina tra il 2010 e il 2012. Tra l’altro anche il grande ex De Angelis (16 gol in 32 presenze nella stagione della promozione delle vespe dalla Seconda alla Prima Divisione nel 2010) torna a far male alla compagine stabiese dopo il gol realizzato nella scorsa stagione, con la maglia del Cosenza e proprio al “Menti”, e che valse ai lupi il passaggio alle semifinali della Coppa Italia di Lega Pro, poi vinta in finale contro il Como.
Nell’inedito 4-3-3 schierato dal mister Ciullo a causa di un’infermeria sovraffollata, va in crescendo la forma di Favasuli che dimostra di essere calciatore di tecnica e visione di gioco superiore. Da mezzala sinistra, soprattutto nella ripresa, è costantemente nel vivo del gioco della squadra gialloblù sfiorando anche il gol con un gran tiro da fuori.
Infine, anche l’attacco purtroppo latita. Gomez, su cui sta pesando l’onere di sostituire un pezzo da novanta come Spider Ripa al centro dell’attacco, si è visto solo in occasione di un presunto contatto in area con D’Alterio a fine primo tempo. Sulla destra, Vella parte benino salvo finire poi finire sul banco degli imputati per l’occasione fallita in avvio di ripresa a tu per tu con Gragnaniello, e per il mancato anticipo su Tito che avvia la vittoria rossoblù. Nota di merito per Arcidiacono. Spesso è troppo innamorato del pallone ma contro la Casertana è stato tremendamente efficace. Crede ad un possibile errore in disimpegno di D’Alterio verso Gragnaniello, ed in pressione ottiene pallone e momentaneo pareggio. Va vicino al raddoppio con un gran tiro a giro e dà sempre quel pizzico di imprevedibilità alla manovra stabiese. Resta per questo ancora un mistero la sua sostituzione con Gatto, del tutto evanescente nell’ultimo quarto d’ora di gara. E le alternative finiscono qui, in attesa di recuperare Nicastro (forse pronto per Martina) e di scoprire il brasiliano Celin.
Intanto, nonostante il ds Logiudice si sia presentato in conferenza stampa per difendere a spada tratta la posizione di Salvatore Ciullo, la panchina del trainer gialloblù non è mai stata così in bilico. Attualmente il patron Manniello si trova all’estero e rientrerà a Castellammare soltanto a metà settimana. Al suo ritorno è previsto un summit tra il patron, il ds Logiudice e il dg Filippi per valutare insieme il da farsi, anche alla luce della dura contestazione dei tifosi, che a fine partita hanno ottenuto un colloquio con la società e l’ex capitano Fabio Caserta in cui hanno chiesto senza giri di parole la testa del mister pugliese.
La società è orientata a dargli comunque un’altra chance e, per ironia della sorte, la gara da ultima spiaggia sarà proprio la trasferta a Martina Franca, squadra che nella stagione scorsa lo stesso Ciullo riuscì, tra mille difficoltà, a condurre verso una tranquilla salvezza prima di essere esonerato a sole sei giornate dal termine. Un risultato tutto sommato positivo che gli ha regalato la prima grande occasione di allenare una grande squadra di Lega Pro con storia ed ambizioni importanti.
La compagine guidata da Incocciati non se la passa benissimo, tanto che dopo 5 giornate si trova al penultimo posto a quota 2 punti, frutto di 2 pari per 1-1 conquistati proprio al “Tursi” contro Paganese e Lecce. Ciullo, però, non potrà permettersi di fallire, altrimenti sarà di fatto esonerato. Su di lui l’ombra di Campilongo (presente sabato in tribuna per assistere al derby contro la Casertana), Liverani, Colella e Maurizi.

 

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