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Juve Stabia - Il doppio ex Ambrosi. «Cosenza peggior avversario possibile per le vespe, sarà una partita durissima»


«Ho ricordi positivi della mia esperienza gialloblù, la tifoseria è straordinaria. E Paolo D'Arco era un uomo come pochi nel calcio»

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   Alessandro Ambrosi

In occasione di Cosenza-Juve Stabia, ultima partita del campionato, abbiamo deciso di fare una chiacchierata con un doppio ex: Alessandro Ambrosi.

Nella tua carriera hai giocato in tante piazze: Crotone, Monza, Catania, Pisa, Juve Stabia e Cosenza. Raccontami un po' quella che è stata la tua avventura calcistica. 

«La mia carriera è un po’ atipica. Sono stato un golfista fino ai 17/18 anni. E, nel 1991, ho fatto il corso per diventare un professionista. Di conseguenza, sono approdato nel calcio un po’ in ritardo. Nonostante questo, mi sono tolto tante soddisfazioni perchè ho scalato pian piano tutte le categorie. Nel 2000/2001 avrei potuto firmare anche in Premier, ma per una scelta puramente economica, non mi vergogno a dirlo, ho preferito andare in Serie B. Nonostante la carriera atipica, ho avuto la fortuna di giocare in tantissime piazze importanti. Sono molto contento e soddisfatto di ciò che ho fatto».

Che ricordi hai di Castellammare di Stabia? Nonostante l’ottima stagione, nel tuo primo anno con indosso la maglia gialloblu, siete arrivati secondi, ma siete riusciti a conquistare la promozione grazie al ripescaggio.

«Ho ricordi molti positivi di Castellammare. La cosa che mi aveva colpito maggiormente, anche da avversario, è stato il pubblico. La tifoseria era ed è molto calda e passionale. La squadra era forte in C2. A fine stagione, siamo stati ripescati in C1 e la squadra che stata allestita era ancora più forte. Peccato che ci furono diversi problemi societari che portarono allo “smantellamento” della rosa a gennaio e alla salvezza in extremis ad Acireale. Nonostante questo, ho avuto la fortuna di incontrare tante belle persone. Tra queste ci tengo a nominare il grande Paolo D’Arco, scomparso non molto tempo fa. Era una di quelle persone che si incontrano di rado nel calcio. Castellammare è stato un passaggio importantissimo sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano».

Il tuo marchio di fabbrica erano i rigori. In carriera sei stato implacabile. Qual era il tuo segreto?

«In carriera ne ho tirati 71 e ne ho sbagliati solo 3. Il mio segreto? Guardavo il portiere fino alla fine. Il rigore è un gesto tecnico e, come tale, va allenato.


Nel calcio bisogna allenare tutto. “Non bisogna mai dare nulla per scontato” lo ripeto sempre ai ragazzi».

Qual è la differenza tra la Serie B di ieri e quella di oggi?

«Fino al 2006 il campionato italiano, sia di Serie A che di Serie B, era il campionato più importante al mondo. C’erano squadre che si giocavano le competizioni europee tra loro e che avevano palloni d’oro in formazione. E, di conseguenza, il livello tecnico della B era molto più alto. Poi, complice anche la crisi economica, le cose sono cambiate. Il livello si abbassato in entrambe le categorie».

Questa sera si sfideranno Cosenza e Juve Stabia. Che partita si giocherà al San Vito Gigi Marulla? Quanto influirà giocare fuori casa anche se a porte chiuse?

«Incontrare il Cosenza in questo momento è la cosa peggiore che potesse capitare alla Juve Stabia. Mister Occhiuzzi ha fatto rinascere il Cosenza che, fino a qualche settimana fa, sembrava spacciato. Non sarà per nulla  una partita semplice... Caserta deve fare buon viso a cattivo gioco e cercare di limitare i danni. Dalla sua ha il fatto che ha una squadra che, durante la stagione, ha dimostrato di saper giocare bene a calcio. La partita di stasera, come dicevo, temo che sarà un partita durissima. Ma, l’ultimo giudice è il campo. Nessuno, o quasi, credeva che la Juve Stabia si andasse a giocare a Cosenza la permanenza in Serie B all’ultima giornata… Influirà giocare al San Vito Gigi Marulla? Si, tanto. Non è tanto il pubblico, ma l’atteggiamento in campo. La differenza la farà l’aspetto psicologico. Le energie psichiche faranno la differenza più del solito e più di quelle fisiche».

Il Crotone ha conquistato la promozione in Serie A mentre il Monza di Berlusconi e Galliani ha conquistato quella di Serie B...

«Sono molto contento per entrambe, ma sono due situazioni diverse. Il Monza era facile pronosticarlo e, visto l’aspetto societario, credo che ci sia un futuro molto roseo. Invece, la vittoria del Crotone è di natura tecnica e di natura societaria. E’ una società che, oltre a programmare, sa lavorare bene, anche con il settore giovanile».


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venerdì 31 luglio 2020 - 16:05 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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