Il Romeo Menti incarna una struttura tutt'altro che appetibile sotto il profilo economico, troppi gli handicap che ne annullano l'appeal a meno di saldi eccezionali
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Lo stadio Romeo Menti
La Juve Stabia potrebbe ottenere l'affidamento del Romeo Menti dopo l'anno di esilio trascorso a Casola. L'amministrazione comunale, nell'estremo tentativo di riottenere parte dei consensi del popolo stabiese, si è detta pronta a ridiscutere la situazione delle vespe abbattendo di fatto quel muro issato poco più di dodici mesi or sono. Alla base della trattativa vi sarà il saldo della situazione debitoria che il club gialloblù vanta nei confronti di Palazzo Farnese oltre, ovviamente, alla discussione dei termini di un accordo comunque non semplice dato che al momento lo stadio comunale ha un essenziale bisogno della sostituzione di quel manto sintetico quotidianamente condannato da Piero Braglia e sin qui troppe volte rattoppato alla bene e meglio per evitare i costi di un aggiornamento ad un prato di ultima generazione. Di positivo un affidamento del Menti, oltre alla fine del peregrinaggio della prima squadra, porterebbe in dote alla Juve Stabia la possibilità di far allenare nuovamente il settore giovanile a Castellammare dopo oltre un triennio in cui, complice anche il diktat del tecnico toscano dovuto proprio all'usura dell'erbetta artificiale, le varie selezioni si sono viste costrette ad emigrare tra Torre del Greco, Sarno e altre città campane. Folle sarebbe di contro studiare un progetto di acquisizione di un impianto che tutt'è tranne che marketing oriented: non è ampliabile in nessuna delle quattro direzioni circondato com'è dai palazzi, da un'area destinata a non si sa più cosa, dalla villetta e dai binari dell'ormai fantasma tratta verso Gragnano delle Ferrovie dello Stato. E così com'è è impossibile anche solo immaginare di poter inserire all'interno attività commerciali. A ciò si aggiunge una media spettatori che è stata tra le più basse in serie B e non si distingue positivamente neanche in Lega Pro, un dato che allontanerebbe anche il più visionario degli imprenditori da un discorso di acquisizione di uno stadio vecchio stampo come la quasi totalità in Italia. E con questi numeri sarebbe osceno anche solo pensare ad una nuova struttura. L'ipotetica cessione dovrebbe tra l'altro passare per il placet di un consiglio comunale più attento al valzer delle poltrone, con troppi singoli interessati come al solito solo a salvaguardare la propria posizione, che ad altro. E non è un caso che questo improvviso desiderio di riavvicinarsi alla Juve Stabia sia rispuntato in questa fase di profondo malcontento della cittadinanza. Bisognerà attendere per conoscere l'evoluzione della vicenda, anche se i tempi si annunciano non brevi dato che non è esattamente questo il frangente migliore per richiedere al patron Manniello il saldo di debiti persino antecedenti la sua gestione. A patto, ovviamente, che non si discuta di forti agevolazioni.