Durante la decima puntata di "Passione Gialloblù" è stato nostro ospite Francesco Golfo, attaccante della Juve Stabia che in passato ha vestito anche le maglie di Trapani e Potenza. Tra le note positive della partita con la Paganese, c'è il suo rientro in campo. «Ora sto bene – ha sottolineato l’esterno offensivo –, dopo l'infortunio sono risultato positivo al Covid e questo mi ha costretto a rimanere fermo per altri dieci giorni. Il pareggio di domenica? Le partite sono fatte di episodi, stavolta siamo stati sfortunati. Abbiamo preso due pali: uno nel primo tempo sull'1-0 e uno nel finale con Codromaz che, se fosse entrata la palla, ci avrebbe consentito di portare a casa i tre punti. Lanci lunghi in avanti: si o no? Si. Ci sono dei momenti della partita in cui si può fare questo tipo di gioco. Domenica lo abbiamo fatto negli ultimi dieci minuti perché volevamo vincere a tutti i costi. La cosa importante è non pensare troppo a quello che è successo domenica. Dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare in vista della prossima partita con il Potenza».
Poi, abbiamo raccontato del suo arrivo a Castellammare. «Sono arrivato a settembre. Ho incontrato prima il Direttore e, poi, il Mister. Mi sono piaciuti subito. La tifoseria è molto calda. Essendo stato a Trapani, sono abituato a questo tipo di calore. Nonostante le porte chiuse, i tifosi riescono a dimostrarci la loro vicinanza e a farci star bene. Come piazza non c'è nulla da dire, è meravigliosa. La cosa che dispiace è non poterli avere vicino a noi durante le partite casalinghe. Devo essere sincero. Ero rimasto molto colpito durante Juve Stabia - Trapani. Il ricordo non è bellissimo per il risultato (ride, ndr), ma ricordo molto bene lo stadio gremito. Ed è anche per questo motivo che ho deciso di venire a Castellammare. Mi piacciono le piazze così calde che vivono di calcio. Poi, devo ringraziare Russo, Allievi, Troest e Mastalli che ci hanno aiutato molto. Io non li conoscevo, se non perché ci avevo giocato contro. Quando sono arrivato qui, mi hanno aiutato molto ad ambientarmi sia fuori che dentro il campo. Oltre ad essere dei professionisti seri, sono dei ragazzi eccezionali».
Poi, abbiamo cercato di conoscerlo un po' meglio. «Che giocatore sono? Sono un esterno d'attacco (ride, ndr). Brevilineo e rapido. Con il Mister giochiamo con il 4-3-3. Questo mi dà la possibilità di giocare nella mia posizione preferita. Purtroppo noi del reparto offensivo siamo stati un po' sfortunati. Oltre agli infortuni, che fanno parte del mestiere, siamo stati anche colpiti dal Covid. Questo non ci ha dato infatti la possibilità di allenarci e di giocare insieme. Ci stiamo conoscendo ora. Abbiamo bisogno di stare insieme e di fiducia. Ripa? È un grandissimo giocatore. In questa stagione e in questa squadra sarà fondamentale. Può dare tanto sia in campo sia fuori. Quando è entrato domenica, si è vista subito la sua esperienza. Trapani? Ho giocato lì anche la prima parte della scorsa stagione. Non si poteva immaginare quello che è successo... Potenza? Sicuramente c'è ancora un po' il rammarico dell’eliminazione ai playoff. Se fossimo riusciti a vincere con la Reggiana, avremmo giocato in casa con il Novara. E, avremmo rischiato di andarci a giocare la finale con il Bari. Nonostante tutto, credo si sia scritta una parte importante della storia della squadra. La prossima giornata sfideremo proprio il Potenza. Non sarà una partita facile. Sono squadre che si chiudono molto. Bisognerà stare sul pezzo. Mi aspetto una partita simile a quella con la Paganese».
Siamo così tornati a parlare del presente, e in particolar modo degli obiettivi stagionali. «Primo posto già andato? È ancora lunga. La Ternana sta facendo bene, ma ci sono delle squadre dietro che, prima o poi, verranno fuori. Il campionato è lungo e pieno di insidie. E, come insegna la storia, il girone d'andata non è mai come quello di ritorno... Nella stagione 2018-19, ad esempio, il Rende era in vetta al giro di boa, poi è finito al decimo posto.»
Abbiamo guardato anche le altre formazioni. «La Turris mi ha sorpreso. Ha molti giocatori che vengono dal campionato di Serie D. Hanno creato entusiasmo, complice anche il fatto di aver vinto qualche partita. Mi hanno sorpreso anche il Foggia e il Palermo, che stanno venendo fuori giornata dopo giornata anche se hanno una rosa importanteۛ».
Siamo poi tornati a parlare della Juve Stabia. «La sosta? Arriva nel momento giusto. Avere una settimana in più è importante soprattutto per cercare di migliorare la condizione fisica dei giocatori appena rientrati dagli infortuni e recuperare anche quelli che sono ancora fermi ai box».
E, abbiamo guardato anche al futuro. «Cosa mi aspetto da questa stagione? Voglio aiutare la squadra a raggiungere l'obiettivo, solo in questo modo potremmo toglierci soddisfazioni sia a livello personale sia a livello di squadra. Questo è un grande gruppo e una grande famiglia. In questo girone ci sono squadre importanti, non bisogna sottovalutare mai nessun avversario.
Infine, visto che il cartellino dell'attaccante gialloblù è di proprietà del Parma, gli è stato chiesto se sogna di avere la possibilità di indossare la maglia ducale. «Perché no? (ride, ndr). La vita è fatta di sogni. Finora lì ho fatto solo un mese e mezzo in ritiro, poi, sono andato in prestito a Trapani. Ma, vista l'importanza della storia della squadra, spero che, prima o poi, ci sia la possibilità di vestire quella maglia».
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