In pole Zavettieri.
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Game over. Dopo appena 6 giornate è giunta ai titoli di coda l’avventura di Salvatore Ciullo da allenatore della Juve Stabia. Il tecnico era già finito sulla graticola la settimana scorsa, al termine del derby casalingo perso nei minuti finali contro la Casertana, con i tifosi che ne avevano chiesto l’allontanamento nel corso di un summit con il ds Logiudice tenutosi all’esterno del “Menti” . L’accusa principale mossa al mister pugliese sarebbe la sua inadeguatezza ad una piazza importante come Castellammare di Stabia, visti i suoi trascorsi alla guida di Martina, Brindisi ed ancora Martina in cui per ben 3 volte non ha portato a termine la stagione.
La società non si è fatta però condizionare dagli umori caldi della piazza e, attraverso le parole del ds Logiudice, ha voluto concedere a Ciullo l’alibi delle tante assenze che stanno falcidiando la squadra in alcuni reparti nevralgici, rimandando ogni decisione alla delicatissima trasferta nella “sua” Martina Franca sperando che l’aria di casa potesse dare nuova linfa alla compagine gialloblù.
E invece nulla è cambiato. Al “Tursi” è giunta un’altra inopinata sconfitta per la Juve Stabia e, al termine della gara, il patron Manniello ha annunciato in diretta radiofonica l’inevitabile esonero di Salvatore Ciullo.
Le vespe, alla vigilia dell’esordio in quel di Melfi, partivano con ambizioni importanti, puntando senza mezzi termini a raggiungere quantomeno la zona play-off, per provare la scalata a quella serie B persa malamente soltanto 2 anni fa. L’analisi delle prime 6 gare parla di una sola vittoria (1-2 sul terreno di gioco del Catanzaro fanalino di coda del girone) un pari (con la Paganese che rimonta al 95’ l’iniziale vantaggio di Migliorini) e ben 4 ko (Lecce e Casertana in casa, Melfi e Martina fuori). Secondo peggior attacco del campionato con sole 4 reti realizzate (peggio solo il Matera con 3) e seconda peggior difesa con 9 reti incassate, dietro soltanto al Catanzaro con 11.
Ciò che ha fatto malissimo è stata soprattutto la prestazione dell’undici stabiese. Attacco sterile, manovra involuta e a tratti irritante. Il Martina, mai vittorioso fino a domenica in campionato, si è limitato al compitino ed a giocare una partita attenta ed ordinata, coprendo bene tutte le zone del campo e rendendo la Juve Stabia inoffensiva per tutta la durata della gara. La partita è già chiusa al minuto 11 quando l’ex Baclet porta in vantaggio i padroni di casa, facendo sprofondare la squadra di Ciullo in un vortice negativo da cui non si riprenderà più, con i circa 50 supporters stabiesi che già prima della mezz’ora invitavano i calciatori a sudare la maglia e a mostrare gli attributi.
La Juve Stabia attuale, nonostante i grossi calibri che ne compongono la rosa, finora non ha mai dimostrato sul campo di essere una grande squadra. Un periodo storto può starci, ma è preoccupante vedere come manchino del tutto condizione fisica e cattiveria. Liotti, che sostituiva lo squalificato Migliorini, nonostante avesse già ben figurato da centrale contro Lanciano e Alessandria (Coppa) nonché al cospetto del Lecce sostituendo a partita in corso l’infortunato Polak, è stato in palese difficoltà a Martina con Baclet che lo saltava con una continuità disarmante. Contessa è sempre più irriconoscibile. A centrocampo Favasuli ha giocato nonostante una settimana in cui si è allenato poco, così come “Biccio” Arcidiacono, reduce da una brutta botta rimediata il martedì precedente. Gomez ectoplasma, così come Vella. Mentre Nicastro, che rientrava dopo l’infortunio patito contro il Lecce, pensava bene di farsi buttar fuori nel finale per un fallaccio tanto brutto quanto inutile nei pressi della linea laterale. Ciullo paga tutto questo. Una squadra che non mostra nulla e che gli dà il definitivo colpo di grazia attraverso quel 4-3-3 che, pur dettato dall’emergenza, si rivela un pericoloso boomerang se la squadra non è al top, la difesa sbanda e l’attacco latita.
Intanto già impazza il toto-allenatori. Dopo la caduta della candidatura di Campilongo, che aveva chiesto di essere accompagnato dal secondo e dal preparatore atletico, saltano anche Maurizi e Silva, che hanno escluso categoricamente contatti con il club gialloblù. La tifoseria sognava Braglia, artefice della storica promozione in B della Juve Stabia, soprattutto dopo la sua apparizione al Menti in occasione della gara di campionato contro il Lecce, ma proprio gli stessi salentini hanno ufficializzato il tecnico toscano come sostituto dell’esonerato Antonino Asta. Al momento è in atto una corsa a due tra Guido Carboni (fratello del celebre calciatore Amedeo, ed ex Avellino, Empoli e Benevento) e Nunzio Zavettieri, ex L’Aquila. Quest’ultimo sembra essere nettamente favorito tanto che, stando alle ultime indiscrezioni, ieri sera avrebbe avuto luogo un incontro tra la dirigenza gialloblù ed il tecnico di Melito di Porto Salvo da cui sarebbe scaturita la fumata bianca. A breve è attesa la firma dell’accordo e la conseguente ufficializzazione.