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Juve Stabia - ESCLUSIVA, Dicuonzo: «Orgoglioso di aver giocato qui. Il ricordo più bello? L'affetto della gente e la promozione in B»

L'ex gialloblù: «Legame forte con mister Braglia, mi pento di essermene andato l'anno della retrocessione. Caserta ha svolto un lavoro egregio da allenatore. Il Covid-19? È importante vincere la paura.»

tempo di lettura: 3 min
di Davide Soccavo
15/05/2020 21:11:11
Juve Stabia - ESCLUSIVA, Dicuonzo: «Orgoglioso di aver giocato qui. Il ricordo più bello? L'affetto della gente e la promozione in B»

Probabilmente uno dei momenti migliori della carriera. A Castellammare Stefano Dicuonzo, dopo 3 anni di permanenza in gialloblu, vanta di 99 presenze e 3 reti. Fu uno degli artefici della promozione in B con la firma di Piero Braglia, allenatore al quale il terzino è rimasto particolarmente legato. Non a caso, Stefano è l’attuale assistente tecnico del Cosenza, squadra allenata dal tecnico toscano fino a febbraio. Indimenticabile il gol del classe 1985 all’11’ del secondo tempo contro lo Spezia che espugnò l’Alberto Picco. Il giocatore è stato a nostra disposizione per rispondere alle seguenti domande.

Tre annate da ricordare alle Falde del Faito. Il maggior numero di presenze nella tua carriera con la casacca gialloblù. È stata la tua annata più soddisfacente da un punto di vista professionale?

«È rimasto l’affetto della gente, che è la cosa più importante. Ho lasciato un bel ricordo e poi ho tanti amici a Castellammare e ci torno sempre volentieri. Sono orgoglioso di aver giocato qui e dei risultati ottenuti. Ancor di più mi fa piacere il rapporto umano con i tifosi. Il ricordo più bello? Sicuramente quello della promozione in B. Ci ha fatto capire che abbiamo fatto qualcosa di importante per la città, che nonostante le difficoltà vive di calcio. Una positività che è continuata nei due anni successivi.»  

Assistente tecnico del Cosenza, hai seguito Piero Braglia, al quale è subentrato Occhiuzzi. Che rapporto hai con il mister, che all’approdo in B con le Vespe ha fermamente creduto in te?

«Il legame con il mister è forte, che si è costruito a Castellammare e si è portato avanti nel tempo. Ci siamo divisi al terzo anno di Serie B, quando ho deciso di andare via. Da un certo punto di vista, me ne sono pentito: se io, insieme ad altri miei amici, fossimo rimasto avremmo impedito che ciò accadesse. Purtroppo, è andata così, le strade si sono divise e poi incrociate di nuovo a Pisa. Così abbiamo continuato questo rapporto a Cosenza e ho condiviso con lui il supporto di tecnico della rosa. Vedremo un po’ l’evoluzione degli eventi.»

La maggior parte dei club vuole concludere il campionato. Per fortuna i contagi del Covid-19 sono in diminuzione, ma non si è mai abbastanza prudenti: vi sono rischi che potrebbero comunque colpire i giocatori. Qual è il tuo punto di vista?

«Nonostante le rassicurazioni che vengono date agli addetti ai lavori circa la diminuzione dei contagi, c’è il rischio di avere nuovi contagiati. Ci sono stati diversi casi in serie A, poiché i giocatori sono i più esposti a rischio. È chiaro che la salute viene prima, ma ci sono tanti soldi in ballo. A volte non si riesce a capire in che strada indirizzarsi. Giustamente i calciatori vorrebbero iniziare a giocare, ma questa è una brutta bestia che ci sta spventando tutti. Ma anche la paura va superata, in un modo o nell’altro. »

Le Vespe hanno ripetuto l'impresa l'anno scorso: la compagine di Caserta si è posizionata al primo posto in classifica e ha direttamente strappato il pass per la B. Ti aspettavi un traguardo simile con la firma del mister, un tempo tuo compagno di squadra?

«Con Fabio avevo e ho un bel rapporto. Quando è arrivato a Castellammare ci ha dato una grossa mano. Alla fine si è messo in discussione, conoscendo il calcio da tanto tempo, e ha fatto il suo percorso da allenatore. Ha svolto un lavoro egregio, col lavoro sul campo è riuscito a raggiungere una promozione meritatissima. E sta continuando a esprimere un buon calcio, nonostante la qualità della rosa non sia tra le più attrezzate.»

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