Il rigore della discordia (Immagini Eleven Sports)
La Juve Stabia benedice la regola 14 del regolamento del giuoco del calcio. Il motivo dell’annullamento del gol di Arcidiacono, al di là delle tante versioni condannate dalla Sicula Leonzio e alimentate da varie interpretazioni sui generis improvvisate, è stata illustrata già in campo dal signor Paterna di Teramo quando ha spiegato ai calciatori che Bollino, secondo la sua versione, aveva calciato il pallone all’indietro nel momento dell’assist a “Biccio”. E in tal caso, come citato a pagina 110 del regolamento, occorre procedere proprio come è accaduto sabato. Questo il passo in questione:
“Il calciatore che esegue il calcio di rigore o un suo compagno infrangono le Regole del Gioco:
- se il pallone entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto;
- se il pallone no entra in porta, l’arbitro dovrà interrompere il gioco e assegnare un calcio di punizione indiretto.
Fanno eccezione le seguenti infrazioni per le quali il gioco dovrà essere interrotto e ripreso con un calcio di punizione indiretto indipendentemente dal fatto che la rete venga segnata o no:
- un calcio di rigore viene calciato indietro;
- un compagno del calciatore identificato esegue il calcio di rigore, l’arbitro ammonisce il calciatore che ha eseguito il tiro;
- una volta che il calciatore ha completato la rincorsa fa finta di calciare il pallone; l’arbitro ammonisce il calciatore (è consentito, però, fare una finta durante la rincorsa”.
Ed è proprio quanto evidenziato in grassetto ciò che l'arbitro ha ritenuto sia accaduto al Massimino, dove Arcidiacono non è partito dall’interno dell’area di rigore (condizione che avrebbe portato alla ripetizione del penalty), bensì sarebbe stato servito all’indietro da Bollino che è dunque stato l’autore dell’errore determinante per il risultato finale. Condizionale d'obbligo dato che le immagini di Eleven Sports, dal canto loro, non chiariscono se ciò sia effettivamente accaduto, tant’è che dalla prospettiva offerta la palla sembra spostarsi in avanti in diagonale. Dinamica apparsa invece chiara alla terna arbitrale che, giovando della posizione ideale, ha così provveduto all’annullamento della rete sicula assegnando, come da regolamento, un calcio di punizione indiretto alla Juve Stabia che ha così potuto tirare un sospiro di sollievo. E potrà continuare a dormire sonni tranquilli non essendo l’azione in alcun modo impugnabile.