Dall’inferno al paradiso in 4 minuti. Può riassumersi in questo modo la gara tra Juve Stabia e Messina, con le vespe che tirano un grosso sospiro di sollievo dopo aver seriamente rischiato di essere risucchiate nel baratro dei play-out. Nella zona bassa della classifica hanno infatti vinto tutti, in una giornata che ha visto tanti risultati a sorpresa dettati dalle motivazioni che in questa fase del campionato valgono molto di più dei meri valori tecnici. Si comincia sabato ed il primo colpo viene messo a segno del Melfi che fa suo il derby lucano imponendosi per 3-2 sul terreno del Matera. Poco dopo è il Catanzaro a vincere di misura sulla Paganese per 1-0. 24 ore dopo la pressione è tutta sulle altre squadre, che non accusano il colpo riuscendo a far tutte bottino pieno. Il Monopoli della nuova gestione D’Adderio espugna il campo di un’Ischia sempre più in crisi di identità, mentre il Catania si sbarazza del fanalino di coda Lupa Castelli Romani con il minimo sforzo. La classifica inizia a far paura e quando Scardina porta in vantaggio il Messina un brivido di terrore inizia a percorrere la schiena dei supporters gialloblù che vedono i fantasmi dei play-out a a un passo e distanti un solo punto. 67 lunghi minuti vissuti tra apprensione e sofferenza, fino al primo calcio di rigore concesso per fallo di Fusca su Diop che Favasuli trasforma per il momentaneo 1-1. Passano pochi minuti e la Juve Stabia mette la freccia con un nuovo tiro dagli 11 metri, questa volta accordato per fallo di mano dello stesso Fusca su tiro di Nicastro. Il portiere peloritano viene nuovamente spiazzato e Favasuli può festeggiare la sua prima doppietta in maglia gialloblù ma soprattutto 3 punti d’oro che permettono alla squadra di Zavettieri di mantenere un margine incoraggiante (4 punti) sul Monopoli.
Le vespe si mettono così alle spalle un momento difficile, durante il quale avevano raccolto soltanto 3 punti nelle precedenti 4 gare. 3 pareggi contro Catania, Matera ed Andria e la sconfitta interna nel derby contro la capolista Benevento avevano aperto una mini crisi acuita da una sterilità offensiva che iniziava a destare qualche preoccupazione. Dopo la rete di Lisi che al minuto 83 aveva permesso alla Juve Stabia di riagguantare il Matera, le vespe non sono riuscite più ad andare a segno nelle successive 2 gare contro Benevento (0-1) e Fidelis Andria (0-0) ed i 3 legni sembravano non voler interrompere la maledizione abbattutasi sulla squadra. Ma dopo ben 274 minuti di astinenza Favasuli riesce, seppur dal dischetto, a ritrovare la via della rete che ha aperto la strada a una vittoria in rimonta che il pubblico del Romeo Menti non vedeva dal 6 marzo. Per uno strano scherzo del destino anche l’ultimo successo interno della Juve Stabia era giunto contro una compagine siciliana: l’Akragas di Rigoli sconfitta per 3-1 grazie alle reti di Lisi, Del Sante e Nicastro che riuscirono a ribaltare l’iniziale vantaggio dei giganti firmato dal solito Di Piazza.
Se da un lato i derby si sono rivelati nefasti per la Juve Stabia con soli 4 punti conquistati sui 21 disponibili, dall’altro la Sicilia ha confermato di essere una regione portafortuna portando in dote ben 14 punti su 18. Contro l’Akragas non c’è stata storia, con i giganti caduti sia sull’isola (2-0) che a Castellammare (3-1). È andata meglio al Catania, sconfitta in pieno recupero al Menti (2-1) ma capace di strappare un prezioso pari (1-1) davanti al caldo pubblico del Massimino. Stesso discorso per il Messina, che è riuscito a imporre un pareggio a reti bianche sullo Stretto salvo poi capitolare domenica in Campania per 2-1.
Alla fine del campionato mancano soltanto 4 finali, e complice un calendario non troppo complicato agevole che vedrà la Juve Stabia affrontare Ischia, Lupa Castelli Romani, Monopoli e Foggia, blindare la salvezza diretta non sembra assolutamente un’impresa fuori portata.