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Juve Stabia - Da stratega a reietto, la parabola triste di Pancaro. Esonerato il tecnico gialloblù

Il mister è stato sollevato dall'incarico in seguito ai risultati negativi conseguiti nel nuovo anno dopo aver stupito tutti con un calcio divertente ed efficace durante il girone d'andata.

tempo di lettura: 3 min
di Mauro De Riso
13/03/2015 15:45:23
Juve Stabia - Da stratega a reietto, la parabola triste di Pancaro. Esonerato il tecnico gialloblù

Giuseppe Pancaro

Un fulmine squarcia un cielo già coperto da minacciose nubi. Pancaro è stato sollevato dall'incarico di allenatore della Juve Stabia, una decisione comunicata a sorpresa due giorni prima della trasferta ad Aprilia ma maturata nel tempo in virtù del rendimento altalenante delle vespe in seguito alla sconfitta interna contro il Benevento. E pensare che fino a due mesi fa ipotizzare l'esonero del tecnico che aveva restituito l'entusiasmo alla piazza dopo la mesta retrocessione dello scorso anno sarebbe stata un'autentica follia. Pancaro, infatti, dopo un avvio stentato con un solo punto all'attivo nelle prime due gare, aveva inanellato ben quindici risultati utili consecutivi, consentendo ai gialloblù di scalare la classifica e far sentire il proprio fiato sul collo delle prime della classe, la Salernitana e il Benevento, che ora si contendono indisturbate la vetta. Il rapporto con i tifosi, piuttosto teso dopo la decisione di rinunciare al chiarimento con la curva prima del derby contro la Casertana, era in netto miglioramento col passare dei mesi, ma non è mai decollato anche a causa del carattere schivo dell'ex terzino del Milan, piuttosto restio alle pubbliche relazioni, essendo un uomo di campo privo di fronzoli ed estremamente pratico. Il 4-4-2, modulo desueto secondo l'opinione di molti, aveva dato enormi frutti, anche grazie alle sostituzioni decisive del mister, capace di pescare dalla panchina l'uomo in grado di produrre il salto di qualità nella ripresa e di ribaltare partite che sembravano ormai incanalate nella direzione degli avversari. Vella e Gammone, così, diventarono due armi letali sulle corsie esterne, mentre Ripa cominciò a segnare con discreta continuità accanto al fuoriclasse Di Carmine, top player per la categoria, rimesso a lucido dopo una preparazione estiva imperfetta a causa delle sirene di mercato che lo coinvolgevano. A Pancaro va ascritto indubbiamente il merito di aver ricostruito un gruppo coeso partendo dalle macerie dello scorso anno e di aver consentito alle vespe di lottare per un obiettivo difficilmente pronosticabile alla vigilia del torneo. Eppure qualcosa è andato storto nella seconda parte della sua avventura stabiese e i risultati hanno iniziato a latitare. Il passaggio al 4-2-3-1 con Lepiller e Nicastro esterni e Bombagi trequartista in appoggio a Di Carmine aveva garantito ai gialloblù un gioco spettacolare, non accompagnato da vittorie soltanto a causa di episodi controversi e di errori clamorosi sotto rete da parte degli attaccanti, ma le vespe sembravano aver ormai imboccato la strada giusta dominando contro qualsiasi avversario e mettendo alle corde anche il Benevento in un match gettato alle ortiche nei minuti finali. La terza variazione tattica si è rivelata tuttavia letale: il 4-3-3 attuale sembra tutt'altro che adatto alle caratteristiche dell'organico delle vespe e l'atteggiamento sbarazzino mostrato nel corso dell'intero girone d'andata ha lasciato gradualmente il posto ad una condotta di gara rinunciataria con poche occasioni costruite in ogni singola partita e un ricorso eccessivo al lancio lungo verso lo stoico Di Carmine. L'altalena di risultati ha prodotto un ruolino di marcia degno di un club di metà classifica con appena 5 vittorie conseguite nelle ultime 14 gare e neppure il mercato di riparazione ha consentito alle vespe di invertire la rotta. Il calo atletico di numerosi elementi che avevano tirato la carretta durante l'intero girone d'andata ha contribuito, inoltre, a generare ulteriori problemi e i fischi al termine del match contro il Cosenza hanno aperto una voragine tra il mister e la piazza da cui è scaturito l'esonero odierno. L'idea di seguire le orme della Casertana, passata dal quinto al terzo posto in seguito alla sostituzione di Gregucci con Campilongo, ha stuzzicato i vertici della società gialloblù, che si apprestano a scegliere il nuovo tecnico affidandogli un gruppo già compatto ma in evidente calo psico-fisico, con l'obiettivo dichiarato di sbaragliare la concorrenza agguerritissima nella corsa ai play-off e di tentare l'assalto alla B, tuttora possibile grazie anche all'ottimo lavoro svolto da Pancaro, stratega solo per tre mesi e reietto oggi.

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