Il tecnico gialloblù deve fare a meno di Nicastro, ma recupera Polak. Il centravanti carioca Alessandro Celin Padovani, intanto, proverà a convincere il mister a tesserarlo.
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Le due sconfitte consecutive rimediate contro Melfi e Lecce pesano sul morale e sulla classifica delle vespe, costrette a stazionare in fondo alla graduatoria a quota zero punti. La trasferta sul campo del Catanzaro, che un anno fa inaugurò nel peggiore dei modi l'esordio in Lega Pro dei gialloblù dopo l'amara retrocessione dalla cadetteria, rappresenta già un crocevia fondamentale per i ragazzi guidati da Salvatore Ciullo, il quale non ammette alibi in vista del match di domani e suona la carica: “Ho detto ai miei calciatori che a Catanzaro occorrerà fare meglio rispetto alle due precedenti gare e che dovremo scendere in campo col coltello tra i denti per conquistare i primi tre punti del nostro campionato e voltare immediatamente pagina - spiega Ciullo -. Affronteremo un avversario davvero temibile, ma in questa fase faremmo meglio a badare soltanto a noi stessi, perché sono convinto che questo gruppo disponga di tutte le carte in regola per disputare un ottimo torneo. Purtroppo gli infortuni, specialmente in mediana, continuano a falcidiarci. Nicastro dovrà star fuori almeno 20 giorni, ma Polak è recuperato e questa è una buona notizia. Potrebbe esordire Favasuli, ma ho ancora alcune valutazioni di natura fisica e tattica da fare prima di effettuare le scelte definitive”. Nel frattempo, a Catellammare è approdato in prova un attaccante brasiliano, Alessandro Celin Padovani, classe '89, un giramondo che ha avuto poche soddisfazioni in Oriente con il Gwangju e il South China, prima di diventare uno dei punti di forza del Volyn Lutsk nella massima serie ucraina. Sondato anche dal Latina e dal Frosinone, il centravanti carioca ha preferito il club stabiese in quanto gli garantirebbe maggiori chances per mettere in mostra il suo talento. I prossimi allenamenti saranno determinanti per cercare di convincere Ciullo a tesserarlo e per provare a ripercorrere le orme di Polak, arrivato in prova un anno fa e divenuto oggi un pilastro della difesa delle vespe.