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Juve Stabia - Capolavoro Pagliardini, furia Manniello. «Ecco la mia verità». E la Lega Pro replica con un comunicato ad hoc

La rabbia per l'eliminazione dai play-off è abnorme alle falde del Faito e a nulla serve in tal senso il timido tentativo di riappacificazione dei vertici nazionali

tempo di lettura: 4 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
27/05/2017 00:12:17
Juve Stabia - Capolavoro Pagliardini, furia Manniello. «Ecco la mia verità». E la Lega Pro replica con un comunicato ad hoc

Il patron Franco Manniello

Non basta il trascorrere dei giorni a lavar via l’amarezza dal cuore gialloblù. Il gol annullato a Ripa e più di un’occasione dubbia in area emiliana hanno condizionato inequivocabilmente il match di ritorno contro la Reggiana conclusosi con uno 0-0 che ha di fatto premiato gli ospiti dopo il successo dell’andata. E se non bastasse il danno, le vespe hanno ricevuto persino la beffa dal giudice sportivo che ha inflitto loro una sanzione pecuniaria di 5mila euro a causa del comportamento dei tifosi che avrebbero lanciato numerosi accendini e bottigliette d’acqua semipiene in direzione dei due assistenti arbitrali con uno che sarebbe stato colpito, pur senza conseguenze, anche da sputi. È scattata altresì l’inibizione sino al 31 luglio nei confronti del patron Manniello, reo di essersi indebitamente introdotto negli spogliatoi sia durante l’intervallo che al termine del match per minacciare il direttore di gara. Una dinamica che lo stesso massimo dirigente gialloblù ha voluto chiarire sul social network Facebook. «Alla fine – si legge sul suo profilo personale –, oltre ad essere stato derubato, devo anche essere squalificato e pagare una multa. Allora per chiarezza adesso do la mia versione. A fine primo tempo e a al termine della partita ho chiesto all'arbitro perché aveva annullato il gol e siccome non rispondeva, ma mi guardava con superbia, gli ho detto che aveva perpetrato un furto ai danni di una intera città. Gli ho dato dell'incompetente, gli ho detto che o era scarso o in malafede e che aveva distrutto un anno di lavoro con la sua cervellotica decisione. Ora leggo che lo avrei minacciato: signor arbitro, queste non sono minacce, evidentemente lei manco sa distinguere le parole, figurarsi arbitrare. Glielo ripeto con calma, lei o è scarso o è in malafede e se ne sono accorti anche quelli che la dovevano giudicare. Infine, signor arbitro, io chiederò la clausola compromissoria per portarla in tribunale affinché lei non compia altri scempi». Dichiarazione che fa coppia con quella dell’immediato post-partita che lo aveva visto denunciare il comportamento della terna. «Arbitro in malafede, guardalinee che dà il cinque al loro capitano, stupidi noi che crediamo ancora in questo gioco». Per tutta risposta la Lega Pro ha diramato un comunicato su quanto capitato proprio in occasione della rete ingiustamente annullata a Ripa. "Questa Lega - si legge nella nota -, in merito alla gara Juve Stabia – Reggiana del 24 maggio scorso, precisa che quanto scritto da alcuni organi di stampa in riferimento al comportamento tenuto dal delegato di Lega è del tutto infondato e che le azioni descritte sono state erroneamente riportate. Nello specifico al 30’ del primo tempo, in seguito all’annullamento della rete della Juve Stabia, si creava una ressa tra i giocatori della Juve Stabia e l’arbitro nei pressi del tunnel che porta agli spogliatoi. Il delegato di Lega, vista la situazione delicata, ha abbandonato la sua posizione nei pressi della curva del settore “locali”, per dirigersi verso la parte opposta del terreno di gioco dove si stava svolgendo il suddetto  pericoloso contatto tra calciatori ed arbitro. Una volta ripreso il gioco lo stesso delegato, per tornare nella posizione precedentemente occupata, ha percorso la fascia laterale dove l’assistente Sig. Lacalamita lo ha prontamente informato che in quell’area del campo i tifosi avevano lanciato oggetti pericolosi come monetine. Il delegato di Lega si premurava di sapere dall’assistente Sig. Lacalamita, che lo rassicurava, se fosse stato colpito dal lancio di oggetti ed eventualmente quali fossero le sue condizioni. Per questo motivo anche lo speaker dello stadio ha invitato tutti i presenti ad avere un atteggiamento consono ad una partita di calcio. Si precisa, pertanto, che non c’è stata alcun tipo di comunicazione inerente le azione di gioco tra il delegato di Lega e l’assistente che aveva segnalato il fallo all’arbitro, come apparso sugli organi di stampa, e che il delegato è stato solo messo a conoscenza di fatti da verificare per la sicurezza e il regolare svolgimento della partita che stavano accadendo fuori dal terreno di gioco. Questa Lega sottolinea con fermezza come ogni partita dovrebbe svolgersi all’insegna del fair play, sia in campo che sugli spalti, e che il calcio non dovrebbe mai dare adito ad episodi di polemica e violenza, come purtroppo spesso accade, ma promuovere i veri e sani valori dello sport". Insomma, mentre la Reggiana affronta ai quarti quel Livorno con cui ai punti avrebbe meritato di confrontarsi la Juve Stabia, nella città delle acque la sensazione è quella di esser stati vittima di un Bassano-bis anche alla luce della dinamica tutto sommato simile dei gol annullati a Gomez e Ripa. Per ripartire ci vorrà tempo, ora più che mai.

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