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Juve Stabia - Bovo a Passione Gialloblu. «I moduli sono solo numeri, puntiamo a dare il massimo per il club»


«Ringrazio mister Padalino per le belle parole, pronto a dare il mio contributo ai più giovani. Con il Bisceglie ci attende una sfida durissima, vietato pensare ad una vittoria già scritta»

pavidas

Nella quinta puntata di "Passione Gialloblu" abbiamo avuto il piacere di avere come ospite Andrea Bovo, centrocampista della Juve Stabia. Il 34enne calciatore ha analizzato il momento delle vespe, partendo dal derby vinto con la Cavese. «Contro i metelliani abbiamo assistito ad una partita che ci ha visti tenere bene il campo per tutti i 90' - ha sottolineato Bovo -, vien da sé che l'espulsione ci abbia agevolati. Ma, come ho detto in sala stampa, sono sfide contro squadre che puntano a farti giocare male e a giocare sui tuoi errori. A volte, piuttosto che cercare situazioni in cui perdi la palla e concedi ripartenze, è meglio sembrare monotoni, ma tenere la palla. Alla fine, come si è visto, l'episodio ti può girare a favore. Sicuramente fare la partita nella metà campo avversaria è molto più dispendioso. Se perdi la palla e subisci un contropiede, devi correre per tornare indietro. E rischi di arrivare a fine partita con meno energia e lucidità». In settimana mister Padalino ha rivolto parole di profonda stima al centrocampista gialloblù. «A me hanno fatto molto piacere le parole del mister nel post partita del derby con la Cavese. Quando ci si sente dire una cosa così da un tecnico che ti conosce da poco tempo, è una cosa molto positiva. A prescindere da questo, credo che l'operazione che mi ha visto arrivare a Castellammare sia dettata dall'esigenza di mettere qualcuno con un po' d'esperienza in squadra e, che in determinati momenti/situazioni, possa dire la parola giusta al momento giusto. Quando sono stato ragazzo, seguivo chi era più grande di me. Ora, tocca a me avere la forza di impormi. Chiaramente ciò che dico non deve fare cambiare quello che è il mio ruolo. Io sono venuto qui per dare il mio contributo come calciatore. Poi, se posso avere la possibilità di aiutare il più giovane nel momento in cui mi posso trovare a dare un consiglio, ben venga. Nonostante questo, ho un compito importante, che è quello di dare il massimo per questa squadra». Nelle ultime settimane la Juve Stabia ha variato molteplici moduli. «I moduli sono solo numeri. Può cambiare l'interpretazione di un reparto, ma credo che quello che abbiamo fatto vedere fino adesso è che diamo molto valore al pallone non sprecandolo in maniera banale. Come detto, preferiamo un giro palla in più, che da fuori può sembrare sterile, piuttosto che perdere la palla. Questo poi ci consente di riposare tenendo in mano il pallino del gioco. Questo concetto di calcio può essere applicato a qualsiasi modulo. Il reparto che muta maggiormente con questi cambi è la difesa. Per gli altri, invece, cambia poco o nulla. Se tutti si muovono e si rendono disponibili, contano poco i numeri. Il fatto di cambiare mette in difficoltà l'avversario. E questo dimostra che si studia e si prepara ogni partita in maniera differente in base all'avversario. Io credo che adattarsi per rendere facile la propria vita e difficile quella degli altri sia segnale di intelligenza e cura del dettaglio». Vi è ancora amarezza per la sconfitta di domenica. «La partita con il Teramo è stata abbastanza equilibrata. Direi che nel primo tempo abbiamo giocato come abbiamo giocato nelle gare precedenti, ossia con attenzione, pazienza e senza rischiare molto, Nel secondo tempo abbiamo preso il gol. Forse, c'è stato più coraggio a forzare qualche giocata, ma è stato proprio questo coraggio a farci scoprire maggiormente rispetto ad altre uscite. Come detto, l'episodio si può concedere in una partita. Sul tiro da 30 metri messo sotto l'incrocio non si può fare niente. Non è obbligatorio che quando si prende gol ci deve essere una colpa o un cattivo atteggiamento da parte della squadra. Questo è stato uno di quei gol pescati. Non poteva essere evitato se non non commettendo qualche piccolo errore, ma si parla di dettagli che emergono solo se si prende gol. Ma non si può dire nulla sulla partita. La squadra si è comportata bene per tutti i 90 minuti. È chiaro però che abbiamo giocato contro una squadra che chiudeva bene gli spazi, che si compattava bene in mezzo e forse non abbiamo avuto quella forza d'urto per andare a riprenderla. Ci può stare. Si può prendere questa sconfitta come insegnamento su alcune cose per migliorare qualche dettaglio che è venuto a mancare».


Una Juve Stabia sin qui distintasi per lo spirito di adattabilità. «Quando abbiamo giocato a 4 in mezzo, non è stato mai provato. È stata un'interpretazione degli uomini e questo ha denotato anche una predisposizione importante all'applicazione, al sacrificio e a fare le cose con intelligenza. Non so sinceramente se giochiamo meglio in un modo o nell'altro. Ripeto, il nostro credo è quello di tenere la palla e muoverla. Evidentemente in gare come quella con la Cavese abbiamo fatto meglio giocando con una sorta di 3-4-3. Ma, con il Teramo si è preferito fare qualcosa di diverso in base a quello che facevano loro. Non mi sento di dire però che la differenza sia così grossa da un modulo all'altro». D'obbligo concentrarsi sulle antagoniste. «Credo ci siano delle squadre che siano più avanti di altre, è inutile nasconderlo. Sorprese? Potrebbero esserci. Non vedo perchè debba essere scontato che chi spende determinate cifre raggiunga specifici risultati. Ci sono squadre che hanno giocatori che in un determinato momento non sembrano nessuno, ma possono diventare importanti e dare soddisfazioni. Posso fare un esempio personale: il Pescara di Zeman. Nessuno conosceva Insigne, Immobile non giocava da tre campionati e Verratti ha giocato in quel ruolo per il primo anno. In partenza c'è chi potrebbe essere più avanti sulla carta, ma non vuol dire che sia così anche nella pratica. Sono tante le partite da giocare e sono abbastanza ravvicinate. Può succedere di tutto. Il livello della C è in linea con quello degli altri. In generale, il livello dei campionati italiani si è abbassato. Non è giusto fare della retorica. Nonostante le squadre si siano tutte adeguate al livello di adesso, sono competitive e fanno divertire chi guarda. Sin qui il nostro bottino è da valutare, anche se quando non si fa risultato vuol dire che qualcosa non è andato nel verso giusto. Nell'arco di un campionato tra episodi a favore e a sfavore si vanno a bilanciare. Ci ballano 3-4 punti. Diciamo che il risultato più giusto con il Teramo sarebbe stato il pareggio e neanche con il Catania avremmo meritato di perdere. Con il Francavilla siamo riusciti, di contro, a portare a casa il risultato in maniera rocambolesca. Con questo non voglio dire che è stata fortuna perchè siamo stati bravi a cercare di fare risultato fino alla fine. E questo è un grande pregio. Queste sono le tre situazioni in cui una c'è andata bene e due in cui poteva andare meglio». Fase del torneo, questa, condizionata dall'emergenza Coronavirus. «Prego tutti i giorni che non si fermi tutto perchè sarebbe una tragedia. Purtroppo questa situazione non dipende da noi, la stiamo subendo come la stanno subendo tanti altri. Anche se noi siamo dei privilegiati perchè abbiamo la fortuna di poter lavorare abbastanza serenamente. L'unico nostro "problema" è se giocare alle 15 o alle 18 o se giocare il mercoledì o il sabato. Chiamare problemi questi è quasi offensivo visto quelli che hanno tantissime persone al giorno d'oggi. Viviamo cercando di fare una vita attenta e di essere professionisti anche nel comportamento. Ovviamente non si fa più quello che si faceva prima. Allenamento e casa. Casa e allenamento. Questo è l'unico modo in cui possiamo vivere questa situazione, sperando che si possa andare avanti senza interruzioni e sperando che tutto questo finisca il prima possibile». Domenica di scena al Menti vi sarà il Bisceglie. «I nerazzurri sono stati ripescati e la gente pensa che saranno tre punti facili - ha evidenziato Bovo -, ma la realtà dice altro. Hanno vinto con il Foggia e con il Palermo. Nonostante si tratti di ragazzi alle prime esperienze, hanno fatto delle partite importanti. Proprio per il fatto che molti componenti della rosa sono giovani e non hanno nulla da perdere sarà una partita tosta. Se non entri in campo con l'atteggiamento che hai avuto con la Cavese, rischi di tornare a casa infuriato. Bisogna prepararla con l'atteggiamento giusto e per portare a casa i tre punti. Arriveranno sicuramente partite in cui le motivazioni non saranno difficili da ricercare. Questa è la classica gara che non bisogna sbagliare perchè dopo ti compromette anche quelle più semplici».


news Passione Gialloblu: Guarda la puntata del 27 ottobre


Juve Stabia - Bovo a Passione Gialloblu. «I moduli sono solo numeri, puntiamo a dare il massimo per il club»

mercoledì 28 ottobre 2020 - 16:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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