Gli avversari dei gialloblù nel primo turno dei play-off giocano un calcio molto simile a quello espresso finora dai ragazzi guidati prima da Pancaro e poi da Savini. Pietribiasi è il bomber, Davì è il mastino del centrocampo, Nolé è il più talentuoso.
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Acquisita con grande sofferenza la qualificazione al primo turno dei play-off, in casa gialloblù tutte le attenzioni sono rivolte sulla prossimo decisivo match che si disputerà domenica alle ore 15 sul campo del Bassano, una trasferta che potrebbe spedire le vespe in orbita o imporre lo stop definitivo ai sogni di gloria del club stabiese. La promozione diretta del Novara ha evitato alle vespe l'avversario sulla carta più ostico dell'intero lotto, ma il Bassano non è affatto da sottovalutare in virtù dello splendido torneo disputato finora. Antonino Asta, vecchio cuore granata, ha trasmesso la sua straordinaria carica agonistica ai propri ragazzi che, a dispetto del curriculum tutt'altro che altisonante, hanno creato un gruppo coeso e capace di fornire un rendimento di gran lunga superiore alle attese della vigilia. Il 4-2-3-1 di Asta è quasi speculare al modulo che Pancaro ha cucito su misura per le vespe, con due esterni in grado di fare da spola fra difesa e attacco e al centro due elementi capaci di coniugare talento e gol, pronti a svariare su tutto il fronte offensivo. Furlan e Iocolano, dunque, sono i "gemelli" di Gammone e Nicastro: il primo non dispone di grandi doti realizzative ma è un esterno puro con un buon dribbling e tanta corsa; il secondo tende ad eclissarsi in diverse fasi del match, ma è capace di risolvere la partita con un guizzo grazie alla sua notevole freddezza sotto porta che gli è valsa l'invidiabile bottino di 9 reti. La punta centrale è Pietribiasi, esploso a 30 anni e autore di ben 14 gol (al pari di Di Carmine), un bomber con una buona propensione anche a difendere palla e ad attaccare la profondità; sulla trequarti agisce l'inamovibile Nolé, il più esperto e talentuoso dell'intero gruppo grazie al suo passato da protagonista in B con la maglia della Ternana prima che un grave infortunio gli impedisse l'ascesa ai piani alti del campionato cadetto. Nolé è tornato quest'anno in doppia cifra dopo ben otto stagioni in cui si è messo in luce maggiormente come assistman ed ha in pugno le chiavi di una squadra votata all'attacco e capace di chiudere il campionato con 57 reti all'attivo, solo una in meno rispetto al Novara e al Pavia (ed anche alla Juve Stabia...). In mediana, Asta ha dato fiducia ad una vecchia conoscenza dei tifosi stabiesi, quel Guido Davì che a Castellammare non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista nonostante l'ampia fiducia accordatagli nel corso della sua avventura alle falde del Faito. Davì è il mastino del centrocampo dei veneti, affiancato dal giovane Proietti, il quale, a dispetto della giovane età, è in grado di coniugare le due fasi del gioco con notevole carisma e fiducia nei propri mezzi. La vocazione offensiva della compagine guidata da Asta, se da un lato consente al Bassano di comandare il gioco per lunghi tratti nel corso delle partite, dall'altro tuttavia espone i veneti alle ripartenze degli avversari e a qualche amnesia difensiva. Non a caso il Bassano ha subito 37 reti come la Juve Stabia e ha spesso lasciato punti pesanti lungo il percorso a causa di alcune disattenzioni della propria retroguardia, non sempre insormontabile con due terzini molto abili nella fase di spinta come Toninelli e soprattutto Semenzato, autore di ben 4 gol. Davanti al portiere Grandi agisce la coppia centrale formata da Bizzotto e Priola, un tandem solido ma tutt'altro che insuperabile, mentre la panchina può disporre di ricambi importanti soprattutto in attacco, come dimostrano le 7 reti messe a segno da Cattaneo e i 5 timbri di Maistrello. Non è escluso, dunque, che domenica si possa assistere ad un confronto ad armi pari tra due squadre dotate degli stessi pregi e difetti, con numeri incredibilmente simili che lasciano presagire anche l'ipotesi suggestiva dei supplementari e dei rigori. Appare alquanto difficile prevedere un dominio assoluto di una compagine sull'altra e un semplice episodio rischia di far pendere l'ago della bilancia dal lato di una delle due squadre, sperando magari che nel gioco delle coppie le vespe possano spuntarla, approdando al turno seguente e provando a dar vigore ad un sogno che dopo un solo anno di purgatorio potrebbe nuovamente diventare realtà.