Allo Stadio Romeo Menti le vespe non riuscirono ad aggiudicarsi il primo turno della finale play-off contro l’Atletico Roma, dopo una prestazione convincente, ma non del tutto brillante come si vide in precedenza nella partita contro il Benevento. Inoltre, anche la terna arbitrale non fu delle migliori: furono da considerare i diversi episodi non concessi a favore dei gialloblù, tra cui una posizione inesistente di fuorigioco di Ciotola ed un clamoroso fallo in area ai danni di Raimondi non concesso dal direttore di gara. Mister Piero Braglia si affidò al solito 4-3-3, con i soliti undici titolari, ad eccezione di Guido Davì, che prese il posto dello squalificato Mezavilla. Oltre ad i rispettivi giocatori, l’Atletico Roma giunse a Castellammare con una notevole scorta di forze dell’ordine, affinchè fosse garantita la sicurezza per i tesserati della squadra ospite. Episodio che lasciò perplessi molti tifosi e dirigenti stabiesi per la richiesta eccessiva di supporto da parte della società romana. Perfino gli addetti stampa della Juve Stabia nel tentativo di organizzare la conferenza stampa del post partita venivano fatti allontanare dagli ispettori della Lega. Per quanto riguarda invece l’attesissimo match, le vespe partirono subito all’attacco con Molinari che al 3’ colpì il palo su cross di Tarantino. Dopo 7 minuti è il solito Tarantino a rendersi pericoloso sulla fascia e con un cross cercò Albadoro in area, che a sua volta però non trovò nessun giocatore gialloblù da servire a porta spalancata. All’11’ furono invece gli ospiti a rendersi pericolosi, con Babù che provò ad impensierire il portiere con un tiro da fuori, ma Colombi fu bravo a deviare in angolo. Al 30’ fu Daniel Ciofani a rendersi pericoloso a favore dell’Atletico: con un cross di Angeletti l’attaccante sfiorò la traversa con un colpo di testa. Ma fu nei minuti finali del primo tempo che si verificarono i primi errori arbitrali: al 33’ viene concesso un calcio d’angolo a favore dei laziali per un tocco inesistente del portiere stabiese e dopo 10 minuti di gioco , dopo un inserimento di Cazzola che andò via sulla destra e mise la palla al centro dove probabilmente venne intercettata con un braccio dal difensore Doudou. Per l’arbitro però fu tutto regolare. Si chiuse così il primo tempo con una Juve Stabia poco convinta e un Atletico sprecone. Invece, nella ripresa gli ospiti si fecero sentire di più: al 18’ Colombi parò in due tempi il tiro di Franceschini, in seguito ad un azione di contropiede. Dopo una mezz’ora senza azioni tra gli sbadigli del pubblico, Raimondi provò ad entrare in area, ma venne atterrato da Franchini. Per il sig. Di Paolo della sezione di Avezzano fu simulazione e l’attaccante stabiese venne ammonito tra i fischi, le perplessità e la rabbia dei tifosi e della panchina gialloblù. Nei minuti finali su punizione dello stesso Raimondi, Molinari sfiorò di testa il pallone e mancò di un soffio il goal della vittoria. Finì con una scialba prova delle vespe e una terna arbitrale molto discutibile, tanto da far imbestialire ai microfoni il presidente Manniello. Fu dunque tutto da rinviare alla partita di ritorno allo Stadio Flaminio di Roma per centrare con le unghie e con i denti un obiettivo atteso da 60 anni.