La torcida gialloblù
La Juve Stabia si prepara a collocare il tassello allenatore. Come preannunciato dal patron Andrea Langella, il neotecnico sarà annunciato a strettissimo giro di posta al fine di consentirgli di lavorare in sintonia con la dirigenza sin dalle prime ore del mercato. Nelle ultime ore Gianluca Colavitto è stato sopravanzato da Guido Pagliuca, trainer reduce dall’esperienza al Siena che, come è noto, è stato estromesso prima dai playoff a causa di molteplici penalizzazioni e poi ha presentato consapevolmente un plico incompleto per l’iscrizione al prossimo campionato di serie C. Si tratta di un amante del 4-3-1-2, o in alternativa di un 4-4-2 a rombo, che negli ultimi anni ha raccolto consensi soprattutto in Toscana, dove ha guidato anche la Lucchese. Altra opzione è quella di Antonio Buscè, allenatore dell’Empoli Primavera che è, tra l’altro, nativo di Gragnano. Le riserve saranno sciolte entro la prima metà della prossima settimana con l’obiettivo di arrivare al ritiro di Alfedena, in Abruzzo, quantomeno con un’idea di partenza dell’ossatura della Juve Stabia che verrà. La parola poi spetterà al campo che, dal 22 luglio, sarà chiamato a dare risposte sui giovani e su quei nomi che attualmente rappresentano un punto interrogativo dopo la scorsa stagione. Anche se l’obiettivo dichiarato è la salvezza, quest’anno occorrerà in primis inquadrare sin da subito il bomber per non rivivere le angosce di un torneo privo di autentici riferimenti offensivi. Chi di certo ha dimostrato di avere già le idee chiare sul compito che gli spetta è il direttore dell’area tecnica Matteo Lovisa, tanto giovane quanto ambizioso. «Ringrazio il Presidente Langella per la fiducia accordatami – ha sottolineato il dt ex Pordenone all’atto di presentazione –, garantirò la massima serietà e dedizione alla causa con la consapevolezza che chi sbaglia meno vince. Si possono commettere degli errori nell’allestimento di una rosa, promettere il contrario sarebbe fuori luogo. Ho a disposizione un budget dignitoso per raggiungere i nostri obiettivi, sarà un anno di cambiamenti e inizialmente avrò bisogno di qualche mese di tempo per raccogliere i frutti del lavoro. Puntiamo ad inserire calciatori importanti che possano essere utili alla causa, ho seguito molto il girone C e ho compreso che ci aspetta un campionato in cui l’aspetto caratteriale prevarrà su quello tecnico. Conosco la piazza per essere venuto a giocare qui con il Pordenone, so che Castellammare è caldissima e che i tifosi sono la nostra arma in più. Avere idee concrete è importante, spesso anche più dell’aspetto economico. Personalmente voglio conoscere la personalità del singolo calciatore, la sua situazione familiare e le motivazioni, non mi va di portare mele marce che possano creare problemi allo spogliatoio. Qui serve gente che lotta, che si impegna, non solo che corre. Per quanto concerne l’allenatore, cercheremo un profilo che possa dare un’impronta tattica precisa e possa spiccare per personalità. L’obiettivo è la salvezza e in tal senso anche i pareggi saranno preziosi». D’obbligo un passaggio sulle possibili plusvalenze generate da eventuali cessioni dato che si rincorrono con insistenza le voci che vogliono il talentuoso portiere Barosi al centro dell’attenzione dell’Udinese e di diversi club di serie B. «Al momento non possiamo consentirci di affermare di puntare alla vittoria del campionato e vien da sé che se dovesse esserci la necessità di operare delle plusvalenze dovremo valutare le situazioni con attenzione. Di certo possiamo contare su un organico che durante la scorsa stagione ha visto diversi giovani distinguersi al pari di alcuni elementi di esperienza, mentre altri hanno reso meno rispetto alle aspettative. Non vorrei puntare su troppi under in prestito, sotto questo punto di vista valuteremo in primis i calciatori già di nostra proprietà. Allestiremo una squadra fisica, vogliamo onorare Castellammare di Stabia in tutta Italia». Il momento di fare sul serio si avvicina.