Franco Manniello
La tifoseria si stringe intorno alla Juve Stabia. La Castellammare calcistica si è mercoledì radunata al Romeo Menti con l’obiettivo di serrare le fila in vista di un girone di ritorno che si annuncia delicatissimo. I risultati delle vespe ben rispecchiano d’altronde il trend negativo dell’afflusso allo stadio con una media che raramente ha sin qui superato le mille unità finendo così per tramutare in un fallimento la strategia del patron Manniello di non varare alcuna campagna abbonamenti. Il derby con la Casertana, è inutile nasconderlo, preoccupa l’intero ambiente dato che ad oggi i gialloblù hanno spesso dato prova di un’eccessiva fragilità psicologica ben rispecchiata dai tanti risultati deludenti giunti sia sotto la gestione Ciullo che Zavettieri. A dicembre, in particolare, in tanti speravano in un ruolino di marcia esaltante in grado di riportare la Juve Stabia a ridosso della zona play-off, invece il club della città delle acque si è ritrovato ai margini della zona play-out dopo aver vanificato un ciclo a dir poco favorevole contro Fidelis Andria, Messina, Ischia, Lupa Castelli Romani e Monopoli: a contrario di chi sognava un bottino di almeno 13 punti, nella cassaforte di via Cosenza se ne sono ritrovati appena 7 frutto di 4 pareggi ed una vittoria all’ultimo respiro contro il fanalino di coda laziale. Il calendario non è tra l’altro in questa fase clemente dato che il post-Caserta condurrà le vespe verso i match determinanti contro Martina ed Akragas prima di un ciclo terribile contro Cosenza, Akragas, Catania, Matera e Benevento. Ora o mai più, non rialzare il capo al Pinto potrebbe tarpare definitivamente le ali ad una Juve Stabia che a quel punto rischierebbe il più classico dei tracolli ammorbidito solo dalla notevole distanza dai fanalini Martina e Lupa Castelli Romani. E l’impressione è che neanche un cambio in panchina potrebbe giovare ad una squadra che deve assolutamente ripartire dal secondo tempo di Pagani per non rischiare di restare vittima di se stessa.