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Juve Stabia - Al giro di boa del campionato è tempo di numeri

Obodo lo stakanovista, Nicastro top scorer, ma troppi punti buttati nell'ultimo quarto d'ora di gara

tempo di lettura: 5 min
di Giovanni Minieri
12/01/2016 11:01:28
Juve Stabia - Al giro di boa del campionato è tempo di numeri

Siamo giunti al giro di boa del Girone C di Lega Pro, ed è già possibile trarre i primi bilanci della prima parte di stagione in casa Juve Stabia, analizzando i freddi numeri per cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno dopo 17 partite che hanno visto le vespe deludere le aspettative dei tifosi. Si partiva dal quarto posto finale della stagione scorsa con il triste epilogo del play-off a Bassano e, dopo aver mantenuto buona parte dell’ossatura di tale organico, era facile prevedere che il campionato attuale potesse regalare alla piazza emozioni ed ambizioni importanti.
Purtroppo le cose non sono andate nel verso giusto, e le vespe girano soltanto a quota 21 punti, frutto di 4 vittorie, 9 pari e 4 sconfitte con 19 gol fatti e 20 subiti. Nel mezzo c’è stato un cambio tecnico con Nunzio Zavettieri che rimpiazza Salvatore Ciullo. L’ex tecnico del Martina deve dire addio proprio dopo la trasferta contro la sua ex squadra, in cui le vespe cadono sotto i colpi di Baclet e Cristea. Magro, in effetti, il bottino di punti conquistato in avvio di stagione (4 punti in 6 gare: 1 successo, 1 pari e ben 4 sconfitte) che, unito alla mancanza di un’identità gioco, inducono il patron Manniello a dare una scossa attraverso la chiamata di Nunzio Zavettieri. Con l’allenatore originario di Melito di Porto Salvo, le cose migliorano parzialmente. La squadra mostra evidenti progressi sul piano di grinta e personalità, ma soprattutto della manovra, fluida indipendemente dai diversi moduli utilizzati dal tecnico, che ama variare in base alle caratteristiche dei calciatori a disposizione e all’avversario da affrontare settimana dopo settimana. Dal suo avvento la Juve Stabia è ancora imbattuta, ma fa una fatica immensa a portare a casa i 3 punti a causa di una pareggite acuta da cui la squadra è affetta da mesi e dalla quale sembra non riuscire a venir fuori. 11 gare e serie aperta di altrettanti risultati utili, anche se 3 successi e 8 pari (ovvero 17 sui 33 punti disponibili) son davvero pochini per poter sperare di risalire la china. Tuttavia non è ancora troppo tardi per rimettersi in carreggiata, dal momento che il campionato non ha un vero padrone ed i passi falsi in vetta sono all’ordine del giorno. I ragazzi devono tenere ben presente l’esempio del Matera che, dopo essere stato addirittura fanalino di coda in avvio di stagione, a seguito di un filotto di 4 vittorie consecutive si è ritrovato di colpo a quota 25, a soli 5 punti di distanza da Lecce e Cosenza che occupano il terzo posto.
Tornando invece ai numeri, la rinascita di Zavettieri passa indubbiamente attraverso una solidità difensiva che la Juve Stabia aveva ormai smarrito. Eccezion fatta per i 5 gol incassati nel tumultuoso derby contro l’Ischia, le vespe non hanno mai incassato più di 1 rete a partita, mantenendo per ben 4 occasioni la porta inviolata (Akragas, Matera, Messina, Monopoli).
 In totale la Juve Stabia ha realizzato 19 gol, incassandone 20. La squadra mostra però equilibrio nel senso che le vespe sono andate a segno per 11 volte nella prima frazione di gioco contro le 9 nella ripresa, che hanno portato ai successi contro Catanzaro (Ripa e Gomez), Catania (Bombagi) e Lupa Castelli Romani (doppietta di Nicastro). In perfetto equilibrio il bilancio delle reti subite, 10 nel primo tempo e 10 nel secondo, ma di questi ultimi tanti sono stati pesantissimi e sanguinosi, impedendo di fatto alla Juve Stabia di spiccare il volo. Nella seconda parte di gara la doppietta di Cason a Melfi (0-2), il gol di Papini (0-1 con il Lecce), il pari in pieno recupero di Gurma contro la Paganese, De Angelis nel derby con i falchetti, le vittorie sfumate contro Benevento ed Andria a causa dell’autorete di Migliorini e della rete di Grandolfo, fino a giungere al suicidio targato Patti ed autorete di Romeo nel tristemente famoso pari con l’Ischia. In particolare l’ultimo quarto d’ora di gara è stato fatale alle vespe, con ben 7 dei 10 gol subiti nella ripresa giunti proprio in quell’arco temporale, il più delicato, con l’autostima che va man mano scemando.
Per quanto riguarda i minuti giocati, lo stakanovista della Juve Stabia è il centrocampista Kenneth Obodo che, dopo la prima gara a Melfi in cui, non ancora al top della forma, è stato costretto ad abbandonare il campo sostituito da Palma, non ha più perso un minuto. 1597 minuti collezionati in 17 gare ne fanno il calciatore con il maggior minutaggio al proprio attivo. Segue la coppia centrale composta da Polak (1550)  e Migliorini (1520), quindi Contessa (1412), Gomez (1274), Liotti (1099), Arcidiacono (1089) e Nicastro (1071). Sotto il muro dei 1000 minuti troviamo Favasuli (984), il portiere Polito (950), Cancellotti (897), Romeo (816), Russo (627), Gatto (597) e Carrotta (587). Meno di 500 invece per Vella (443), De Risio (371), Ripa (288), Bombagi (207), Celin (111), Del Sante (63) e Caserta (24).
I 19 gol realizzati portano la firma di Nicastro (5), Arcidiacono (3), Contessa (2), Gomez (2), Migliorini (2), Polak (2), Bombagi, Obodo e Ripa. Le 20 reti al passivo sono invece equamente divise tra Russo e Polito anche se il primo ha una media leggermente migliore avendo giocato 7 partite contro le 9 dell’ex estremo difensore di Sassuolo e Atalata.
Il più “cattivo” risulta essere Favasuli, unico ad avere già scontato una giornata di squalifica per recidività in ammonizioni. In diffida Contessa e Liotti, mentre a quota 3 cartellini ci sono Polito, Cancellotti, Migliorini, Romeo, Carrotta, Arcidiacono, Gatto e Gomez. Unico rosso diretto del girone di andata è quello comminato in quel di Martina a Nicastro che, entrato in avvio di secondo tempo al posto di Vella, si fa cacciare nei minuti finali per un inutile fallaccio a centrocampo su Franchini.

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