L'entusiasmo per la prova superba offerta in quel di Messina contrasta con la delusione per la prestazione rinunciataria in terra pugliese. L'esperienza di Caserta e Lepiller potrebbe essere molto utile in questa fase delicata del torneo.
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Il volo delle vespe, leggiadro più che mai dopo il trionfo di Messina, è stato bruscamente interrotto dagli uomini in giallorosso guidati da Bollini, più abili nell'adattarsi alle insidie dell'acquitrino del "Via del Mare" e nel cercare con vigore una vittoria maturata in extremis grazie alla sventola dalla distanza di Lepore. La sconfitta in terra pugliese ha pressoché vanificato i due successi consecutivi contro la Paganese e il Messina e ha consentito al Lecce di riagganciare i gialloblù e di compattare il gruppo delle compagini in corsa per la terza piazza utile per l'ingresso nei play-off. L'altalena di rendimento da parte dei ragazzi di Pancaro è piuttosto evidente negli ultimi mesi e non è un caso che la prestazione esaltante in Sicilia faccia da contraltare alla prova rinunciataria contro un Lecce capace di tirare fuori il meglio di sé in tutti gli scontri diretti disputati finora, un trend che tiene i pugliesi in corsa per un traguardo importante a dispetto dei numerosi passi falsi contro avversari molto meno quotati. Al contrario, le vespe hanno collezionato appena un punto in quattro partite contro le tre big del torneo, pur senza demeritare in particolare contro la Salernitana e il Benevento. La freschezza atletica dei più giovani ha prodotto a lungo risultati imprevisti alla vigilia e l'ipotesi di lottare per un posto nei play-off in casa gialloblù sembrava una chimera fino allo scorso mese di settembre, ma allo stato attuale sarebbe un peccato vanificare l'ottimo lavoro svolto finora e lasciarsi rimontare da avversari apparsi a lungo inferiori rispetto alle vespe. La mancanza di un ricambio all'altezza dello straordinario Di Carmine alla lunga pesa come un macigno e probabilmente l'esperienza di Caserta e Lepiller potrebbe rappresentare la soluzione ideale per tenere a bada le altre contendenti e consentire ai gialloblù di presentarsi davanti alle dirette rivali al termine di una corsa lunga dieci tappe che appare ormai destinata a chiudersi in volata.