Jan Polak
È rebus difesa in casa gialloblù. La sconfitta di Cosenza, seppur viziata dalle proibitive condizioni climatiche che hanno visto il vento prevalere sulle qualità dei ventidue uomini in campo, ha evidenziato i limiti di un tandem Carillo – Polak che stenta a regalare quelle certezze sin qui tanto sognate. A render perplessi i tifosi delle vespe è soprattutto il duplice ingaggio in chiave est Europa degli esperti Navratil e Atanasov con il primo che ha tra l’altro ben figurato all’esordio dimostrando di conoscere nel dettaglio le caratteristiche di quel Polak già suo compagno di reparto in passato. Se da un lato è vero che ambedue sono tuttora alla ricerca della condizione ideale, dall’altro non è un mistero che a spingere Zavettieri a puntare sul 19enne Carillo sia soprattutto la volontà della società di valorizzare uno dei migliori prodotti degli ultimi anni del proprio settore giovanile. Inutile dire che sembra a dir poco folcloristica come scelta se si considera che il medesimo calciatore non è mai stato preso in considerazione durante il girone di andata quando, in occasione di molteplici forfait, la Juve Stabia ha preferito accentrare Liotti anziché puntare sulle sue caratteristiche. Se sino a poche settimane or sono un esperimento andava bene una défaillance come contro il Melfi, ora che in palio vi è una salvezza mai tanto in bilico la tifoseria inizia a far rumore invocando l’impiego di almeno uno dei due centrali dell’est dal prestigioso curriculum. Non che Carillo non meriti fiducia, ma ora è tempo di lasciar spazio all’esperienza perché le disattenzioni possono davvero costar caro. Zavettieri ne è consapevole e medita in gran silenzio.