Durano appena 8 giri di lancette i sogni di gloria della Juve Stabia, al Bentegodi non basta una prova d'orgoglio per ribaltare il pronostico sfavorevole. A chiudere la corsa dei campani in Tim Cup sono nel primo tempo Matos e Caracciolo con Pazzini e Di Carmine che servono poi il poker per l'Hellas nella ripresa, solo a fini stastistici è utile un acuto di Canotto. A sorpresa mister Caserta conferma Bacci tra i pali nell'ormai consueto 4-3-3 gialloblù. In difesa la novità è Schiavi lungo la corsia mancina con Allievi sul fronte destro ed il tandem composto da Marzoeati e Bachini al centro. Lungo la mediana torna come da previsioni titolare capitan Mastalli accanto a Viola e Calò a supporto del tridente che ha in Canotto l'ala sinistra con Melara sulla fascia opposta e Paponi punta. Modulo speculare per gli scaligeri che in avanti si affidano al tridente composto da Lee, Matos e Pazzini. Il compito, già arduo per le vespe alla luce dell'abnorme gap tecnico rispetto ai quotatissimi avversari, diviene addirittura epico all'8' quando Matos deposita in rete un assist di Crescenzi. Sa di ko per gli uomini di Caserta il minuto 33 allorchè Caracciolo devia in rete un calcio di punizione di Laribi. Nel finale di tempo Canotto pecca di frenesia gettando al vento la possibilità di rimettere in discussione il risultato. Si va così al riposo con il Verona in vantaggio 2-0. L'esterno campano si riscatta al 3' della ripresa quando sorprende Silvestri con un tiro a giro che accorcia le distanze. Al 14' Pazzini decide di porre definitivamente la parola fine sulla gara trafiggendo Bacci con quel cinismo che lo ha reso grande. Al 28' c'è gloria anche per l'ex Di Carmine, subentrato proprio al “Pazzo” e lucido nel superare il portiere avversario nell'uno contro uno. Al triplice fischio finale termina così ufficialmente la corsa tricolore di una Juve Stabia che può così ora proiettarsi sul campionato e, nell'immediato, sul rettilineo finale di un mercato che ha ancora molto da raccontare.
Hellas Verona (4-3-3): Silvestri, Caracciolo, Henderson, Almici, Souprayen, Crescenzi, Gustafson, Laribi (31'st Zaccagni), Matos, Pazzini (19'st Di Carmine), Lee (38'st Marrone).
A disposizione: Tozzo, Eguelfi, Saveljevs, Balkovec, Felippe, Calvano, Kumbulla, Boldor, Tupta. All.: Fabio Grosso.
Juve Stabia (4-3-3): Bacci, Allievi, Marzorati, Bachini, Schiavi (16'st Carlini), Calò, Mastalli, Viola, Melara, Paponi (35'st El Ouazni), Canotto (20'st Dentice).
A disposizione: Branduani, Pezzella, Gaye, Vicente, Matute, Stallone, Elia, Sandomenico, El Ouazni. All.: Fabio Caserta.
Arbitro: Antonio Rapuano della sezione di Rimini.
Assistenti: Marco Bresmes di Bergamo e Fabrizio Lombardo di Sesto San Giovanni.
Quarto uomo: Stefano Lorenzin di Castelfranco Veneto.
Marcatori: 8'pt Matos (HV), 33'pt Caracciolo (HV), 3'st Canotto (JS), 14'st Pazzini (HV), 28'st Di Carmine (HV).
Ammoniti: Allievi (JS), Carlini (JS), Matos (HV).
Note: Clima sereno, terreno di giuoco in buone condizioni. Recupero: 2 pt; 4 st.
Il tecnico gialloblù presenta la sfida contro la capolista: «Squadra di categoria superiore». Out Pierobon, Zeroli salta il match, Leone in dubbio. Poi il commento amaro sull’eliminazione dell’Italia.