Le vespe cadono allo Zaccheria. Nonostante il dominio gialloblù per 80 minuti, il Foggia supera in rimonta la capolista e conferma la striscia positiva di risultati. ’iniziale vantaggio firmato da Leone illude le vespe che vengono prima riacciuffate da Riccardi e poi sorpassate da Ercolani per il definitivo 2-1. Soddisfazione nelle parole di mister Mirko Cudini al termine dell’incontro: «Volevamo giocarcela alla pari sotto l’aspetto di gioco e delle trame. Poi, come spesso o sempre capita, le palle inattive fanno la differenza in positivo o in negativo. Noi ci lavoriamo, a volte raccogliamo e a volte subiamo. Oggi siamo stati molto bravi e precisi nel capitalizzare. Ancora una volta, nonostante fossimo andati sotto nei primi minuti, al di là del presunto fuorigioco, poteva essere una mazzata contro una squadra che nelle ripartenze ha delle armi importanti. Siamo stati bravi noi a rimenare in partita, a pareggiarla e poi a rimetterla sul nostro canale, soffrendo perché la Juve Stabia sa far soffrire gli avversari nei traversoni. Siamo stati molto bravi in fase difensiva a respingere e per questo faccio i complimenti a tutta la squadra soprattutto nella fase di non possesso. In primis la linea difensiva ha fatto molto bene. Mi auguro ci siano sempre vittorie prestigiose. Battere la capolista, che ha subito la terza sconfitta in campionato, per noi è motivo di orgoglio. Non è questo quello che conta, ma sicuramente c’è grossa soddisfazione che ci dà la possibilità di guardare ancora più in alto. Questo è quello che mi preme sottolineare. La sostituzione di Tonin? Riccardo ha preso una botta qualche minuto prima al polpaccio e quindi era il caso di sostituire. In panchina avevamo caratteristiche diverse come quelle di Riccardo come qualità offensive e quindi abbiamo preferito un giocatore con le qualità di George che poteva dare una grossa mano in fase di transizione e in profondità. Poi abbiamo inserito gli altri davanti seppur con caratteristiche diverse, poi abbiamo inserito Rolando negli ultimi minuti e mettendo Schenetti come punta centrale che poteva darci una tenuta palla per farci salire. Odjer? La palla che abbiamo sbagliato negli ultimi minuti poteva costarci cara. Da uno come lui aspettarmi qualcosa di diverso. Ma possiamo dirgli poco. il merito è suo: sta ripagando la mia fiducia e ha voglia di dimostrare e mettersi a disposizione per questa squadra. Schieramento asimmetrico della Juve Stabia? Avevano già attuato questo in altre partite. Con il nostro modulo potevo anche schierarsi in questa maniera. Hanno spinto Romeo a fare il quinto nel primo tempo e Mignanelli che spinge dalla parte opposta. Sapevamo che poteva essere questa la soluzione. Hanno rinunciato a un attaccante sin dall’inizio. Mentre Mosti un centrocampista in più ci ha creato qualche difficoltà, ma siamo stati bravi a compensare bene, anche se abbiamo speso tanto, togliendo tempo e spazio alle loro giocate. La scelta di Riccardo è dovuto al fatto di avere più gamba e andare più in profondità rispetto a loro. Mattia è entrato dopo e ha fatto il suo dovere. È stata solo una scelta tecnico tattica. Stavamo soffrendo un po’ il giropalla della Juve Stabia e c’era bisogno di mettere forze fresche. Tascone era un po’ in debito d’ossigeno e quindi abbiamo dovuto dare fiato e corsa e profondità con George. Schenetti ci ha dato sia gestione che copertura. La salvezza? Dietro cominciano a camminare e quarantuno punti potrebbero non bastare. Se guadiamo l’aspetto situazionale possiamo dire di essere salvi, ma non è così perché la matematica non dice questo. Abbiamo l’obbligo in questo momento di guardare in alto e un po’ meno indietro. Non dev’essere un assillo né una responsabilità eccessiva. Il gruppo fa la differenza. Chi gestisce un gruppo ha responsabilità. Io mi sento di aver dato quello che era giusto dare: tranquillità ed equilibrio a una squadra che doveva risalire la classifica. Il mio compito è quello di mettere i giocatori nelle migliori condizioni per rendere. Alla luce dei recenti risultati, la squadra sta trovando la sua fiducia e difficilmente è una squadra che perde le staffe. È quello che stiamo portando avanti giorno dopo giorno. Bisogna essere realisti. Per vincere partite come queste non possiamo fare a meno del pubblico. Quindi dire che oggi è stato determinante il pubblico forse è un po’ eccessivo, ma è stato uno stimolo per portare a casa la vittoria. In questo momento sfruttarlo è molto importante. Vincere crea fiducia. Sappiamo che ci sono vicini, ma tutto questo passa attraverso le nostre prestazioni. È motivo di orgoglio. Il Foggia non ha mai tirato in porta? Ognuno può vedere la partita sotto tanti aspetti e soprattutto sotto il punto di vista personale. Occasioni grossissime non ne abbiamo avute, ma a volte non bastano bisogna essere nel punto giusto al momento giusto. Se andiamo a vedere le probabili occasioni da gol della Juve Stabia, bisogna dire che Perina ha fatto parate importante. Non possiamo dire di no, ma lo stesso non possiamo concedere qualcosa alla capolista. Capisco il rammarico, ma a volte anche le partite in equilibrio vengono decise dagli episodi. È capitato anche a noi con il Benevento. Sostanzialmente non abbiamo rubato nulla.»