Un Avellino cinico alla massima potenza ha la meglio di una Juve Stabia generosa ma per l'ennesima volta imbarazzante in difesa. Di Schiavon e Castaldo i gol dei biancoverdi, utile solo per le statistiche il bel gol dalla distanza di Suciu. Cala il sipario su Braglia?
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Al 'Partenio' va in scena il derby campano tra Avellino e Juve Stabia, due squadre che vivono momenti totalmente agli antipodi. Le vespe non possono più rimandare l'appuntamento coi 3 punti e si affidano a Baraye Sowe e Doukara, che sostituisce Di Carmine, in avanti. I bianco verdi lanciano il solito tandem Castaldo - Galabinov. Dopo sei minuti di studio è l'Avellino a passare in vantaggio: Galabinov vede l'inserimento di Schiavon lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia gialloblù e il centrocampista insacca, tra l'altro colpendo malissimo. La Juve Stabia non si abbatte e prova a reagire, i padroni di casa di affidano a qualche inserimento di Schiavon ma col passare dei minuti lasciano completamente il pallino del gioco in mano agli uomini di Braglia, che crea occasioni (o presunte tali) a ripetizione. Dapprima è il turno di Sowe, il cui cross viene sporcato da Peccarisi e per poco non superava Seculin; poi è il turno di Scozzarella che strozza troppo il tiro vanificando un buon lavoro di Baraye. Intorno al 20' c'è una bella combinazione volante tra Sowe e Doukara, il primo riceve di nuovo palla e prova il sinistro dai 25 metri, Seculin si distende e blocca. Il possesso palla recita numeri imbarazzanti visto il divario in classifica tra le due formazioni ma la manovra delle vespe a volte pecca di confusione e di macchinosità, o anche un pizzico di imprecisione come accade a Scozzarella in un paio di conclusioni dalla distanza. Al 36' bellissimo corridoio trovato da Mezavilla in favore di Doukara, l'ex Catania è bravo a difender palla ma è troppo defilato e calcia sull'esterno della rete. Sembra che il gol possa arrivare da un momento all'altro ma è ancora incredibile il cinismo di quest'Avellino, o per contro la fragilità difensiva della Juve Stabia: al 43' calcio d'angolo (inesistente) per i ragazzi di Rastelli, Peccarisi prolunga di testa per Castaldo, l'ex di turno completamente solo batte Calderoni e fa esplodere il Partenio. I restanti secondi del primo tempo vedono una Juve Stabia troppo frastornata per impostare una reazione e l'arbitro decreta la fine dei primi 45'.
La ripresa ha praticamente lo stesso copione della prima frazione, ma i padroni di casa, catechizzati da Rastelli, si difendono con maggiore accortezza impedendo alla Juve Stabia di entrare in area di rigore e tentare di creare qualcosa degno di nota. Braglia allora prova a scuotere i suoi con l'ingresso di Parigini, che in effetti entra col piglio giusto: il classe '96 si fa notare per qualche buon numero sulla sinistra ma poi si perde al momento di crossare o cercare il tiro verso lo specchio, senza contare che i compagni non accompagnano la manovra con criterio. Intorno al 70' continuano ad evidenziarsi tutti i limiti di una difesa stabiese sempre più tragicomica in questa stagione, quando un cross all'apparenza innocuo causa un intervento di Lanzaro che mette la palla sul destro di Castaldo: il centrare ex Saragozza rimedia gettandosi a corpo morto e mandando il pallone sulla traversa, evitando il 3 a 0. La risposta della Juve Stabia è finalmente di quelle giuste, Sowe lavora un ottimo pallone per Suciu che trova lo spazio per mirare da fuori area e ne esce fuori un supergol, sul quale Seculin non può nulla. Ci sarebbe il tempo per completare la rimonta, ma l'Avellino è bravo a nascondere il pallone alle vespe, le quali si innervosiscono e chiudono in inferiorità numerica, complice l'espulsione per doppio giallo di Baraye. Al 94' l'unica opportunità per il pari, quando sugli sviluppi di una palla di rimessa, Sowe e Doukara si ostacolano calando il sipario sul derby e forse sull'esperienza di Braglia (espulso intorno alla mezz'ora della ripresa) sulla panchina della Juve Stabia. Il tecnico ha qualche responsabilità senz'altro, ma a volte i suoi ragazzi anche e soprattutto i più esperti compiono errori davvero banali, a tratti ridicoli, vanificando il lavoro che può esserci dietro alla preparazione di ogni singola partita. A Manniello e ai suoi consiglieri spetterà la decisione, anche se senza un centravanti puro in rosa sarà difficile per qualunque allenatore risollevare le sorti di questa squadra, sempre più ultima in fondo alla classifica.
Avellino (3-5-2): Seculin; Fabbro, Peccarisi, Pisacane; Millesi, D'angelo (dal 1's.t. Massimo), Schiavon, Arini, Bittante; Galabinov, Castaldo (dal 43's.t. Soncin). All. M. Rastelli. A disp.: Di Masi, Angiulli, Biancolino, De Vito, Togni, Herrera.
Juve Stabia (4-3-1-2): Calderoni; Ghiringhelli (dal 39's.t. Martinelli), Lanzaro, Murolo, Vitale; Scozzarella (dal 27's.t. Suciu), Mezavilla, Jidayi (dal 9's.t. Parigini); Baraye; Sowe, Doukara. All. P. Braglia. A disp.: Viotti, Ciancio, Doninelli, Diop, Elefante, Contini.
RETI: Schiavon al 6'p.t., Castaldo al 43'p.t., Suciu al 35's.t.
ARBITRO: Baracani di Firenze
AMMONITI: Fabbro, Schiavon, Castaldo (AV) Lanzaro, Murolo, Scozzarella (JS)
ESPULSI: Baraye per doppia ammonizione, Braglia per proteste.
RECUPERO: 2' e 4'
«Gestione arbitrale imbarazzante, al ritorno mi auguro di vedere un arbitraggio equo»