Quattro anni fa arrivò per la prima volta nella storia al Menti di Castellammare la Sampdoria, squadra con un grande passato alle spalle e numerosi trofei nazionali ed internazionali , vinti soprattutto grazie a giocatori che hanno fatto la storia del club, da Boskov al Pallone d’oro Ruud Gullit. Praticamente una delle più blasonate del calcio italiano. I blucerchiati espugnarono tuttavia il fortino stabiese, dopo una partita ricca di occasioni per le vespe. Troppe delusioni e rimpianti con una Juve Stabia che si dimostrò poco cinica in zona d’attacco. Mister Braglia schierò in campo il suo solito 4-4-2 vincente: tra i pali Colombi, difesa composta da Baldanzeddu, Molinari, Scognamiglio e Dicuonzo. A centrocampo Maury, Mezzavilla, Scozzarella e Zito. In avanti Sau e Falcinelli. La Sampdoria di Gianluca Atzori, reduce da 4 vittorie in 5 partite e con diversi giocatori infortunati, scese in campo con il solito 4-3-1-2: in porta Da Costa, in difesa Rispoli, Volta, Rossini e Costa. In mezzo al campo Obiang, affiancato da Munari e Soriano. In attacco Foggia a supporto dell’inedita coppia, Pellè e Fornaroli. Le vespe scesero in campo con il desiderio di portare a casa un altro risultato positivo, considerata non solo la determinazione che fece delle vespe stabiesi la sorpresa del campionato di Serie B 2011/2012, ma anche l’obiettivo di voler fare una grande partita, quale fu quella dell’andata al Marassi terminata 1 a 1 con uno straordinario eurogoal di Sau. La Juve Stabia partì spedita e in pochissimi secondi segnò il goal del momentaneo vantaggio: la rete siglata da Zito mise subito in discesa la partita per gli uomini di Braglia, grazie anche all’errore di Volta in disimpegno, lasciando il centrocampista stabiese libero di colpire e battere Da Costa. La Juve Stabia continuò a spingere desiderosa di mettere al sicuro il risultato ed al 7’ colpì un palo con un tiro di Falcinelli. Il resto del primo tempo non mostrò momenti particolarmente salienti, se non nel finale, quando Pellè ebbe l’occasione per agguantare il pari ma una fortunosa deviazione di Maury gli negò la gioia della rete.
Il secondo tempo ripartì con la Sampdoria subito in attacco: dopo 6’ di gioco i blucerchiati raggiunsero il pareggio con Foggia, il cui tiro su punizione si stampò sulla traversa e Munari fu pronto ad insaccare di testa sulla respinta e a realizzare l'1-1. I gialloblù accusarono il colpo e non riuscirono più a gestire la partita. Anche la Samp nonostante tutto non riuscì a trovare la via del goal. Al 21’ la squadra di Atzori rimase in dieci: Pellè già ammonito controllò il pallone con la mano e il direttore di gara estrasse il secondo giallo. La Juve Stabia andò vicinissima al goal del vantaggio, ma Da Costa con un formidabile doppio intervento bloccò prima Sau e poi Erpen sbagliò di un soffio a porta spalancata. Data l’inferiorità numerica gli ospiti usufruirono di un cambio che poi si rivelò fondamentale: uscì Fornaroli ed entrò Mauro Icardi, giocatore proveniente dal Barcellona. Lo stesso Argentino (oggi idolo dei tifosi neroazzurri con la maglia dell’Inter) dimostrò subito la sua abilità al suo esordio e al 39’ su cross di Costa anticipò tutti ed segnò il goal decisivo. Le vespe ormai allo stremo delle forze provarono ad impensierire il portiere avversario, ma Da Costa divenne l’uomo chiave della Sampdoria, rivelandosi una vera muraglia difensiva. La partita finì con il punteggio di 1-2 a favore dei doriani, tra gli applausi di approvazione e incoraggiamento del pubblico stabiese. Al di là del risultato rimase comunque una giornata da incorniciare. Inoltre, la Samp raggiunse l'aritmetica qualificazione ai play-off con due turni di anticipo, proprio grazie alla vittoria al Menti. Si piazzò al sesto posto in classifica e sconfisse il Sassuolo alle semifinali, con una vittoria casalinga per due a uno e un pareggio esterno. In finale incontrò il Varese di Rolando Maran: il doppio confronto si risolse con due successi blucerchiati, per 3-2 a Genova e per 1-0 al “Franco Ossola” di Varese. Il club tornò quindi in massima serie dopo un solo anno di assenza.