Le lingue ci uniscono. E’ stato il leit – motiv della Giornata europea delle Lingue, celebrata all’istituto comprensivo Paride del Pozzo di Pimonte. Lo scopo è stato quello di andare oltre le parole, per riflettere sul valore dell’incontro tra persone, culture e tradizioni diverse. Una giornata di sano e puro confronto, quella organizzata dall’istituto guidato dalla preside Anna Morvillo con il corpo dei docenti e che ha visto la presenza, tra gli altri, di monsignor Francesco Alfano (vescovo dell’Arcidiocesi Castellammare – Sorrento) e del sindaco Francesco Somma. Durante la giornata sono state ascoltate testimonianze di cittadini pimontesi emigrati all’estero (che hanno ribadito il legame con la loro terra d’origine) e di tanti stranieri che vivono ormai da tempo a Pimonte, diventandone cittadini a tutti gli effetti. E’ il caso di Mambureh Ebrima, originaria del Gambia che risiede nella Comunità dei Fiori con il coinvolgimento della cooperativa Il Mirto. Tra le testimonianze toccanti anche quella di Joseph, pimontese di adozione che risiede in canonica con don Nino Lazazzera e don Leo, proveniente dalla Nigeria. Adesso lavora a Castellammare ed è animatore del gruppo giovani in parrocchia. Ancora, Antonio e Lara che vengono rispettivamente da Canada e Ucraina: entrambi hanno raccontato la loro vita nei loro rispettivi Paesi d’origine, soprattutto l’Ucraina oggi martoriata dalla guerra. Antonio è figlio di un pimontese emigrato in Canada e poi ritornato a Pimonte. Ha conosciuto Lara e il prossimo anno si sposano. Tra gli interventi, anche quello di Jimena (originaria del Perù), alunna della II C. A distanza invece c’è Egidio, che ha origini brasiliane ed è pimontese per amore. Ha sposato una pimontese e ora si trova a Sirmione per lavoro, ma il mese prossimo e per tutto il periodo invernale tornerà a Pimonte perché sente forte il legame con questa terra. Ausilia invece vive in Francia da 68 anni, ma quando può torna sempre sui Monti Lattari. Tra le testimonianze, anche quella di Giovanni che vive in Olanda ed è contento della sua pensione per poter tornare a Pimonte qualche volta in più durante l’anno. Tra le ospiti della mattinata, svoltasi nei locali del teatro della scuola, anche Franchuk Kateryna (russa), Chekal Larisa (russa) e Liudmyla Martsynenko (ucraina). “Oggi torno a casa con una gioia nel cuore – ha affermato monsignor Alfano – perché parlare di lingue significa anche parlare di accoglienza. Significa educare al rispetto e alla pace”. Per il sindaco Francesco Somma, invece “il nostro territorio, con le sue tradizioni, i suoi paesaggi, i suoi saperi e la sua identità, rappresenta un patrimonio da custodire e, allo stesso tempo, da condividere con il mondo”. Proprio per avvalorare questo spirito, durante l’evento gli alunni della scuola primaria hanno scoperto la traduzione delle parole in diverse lingue europee, ascoltandone la pronuncia e realizzando frasi, disegni e semplici elaborati. Mentre gli alunni della scuola secondaria di I grado hanno messo a confronto le parole nelle diverse lingue, approfondendone significato, pronuncia, somiglianze, differenze e curiosità linguistiche e culturali.
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»
L'evento, promosso da Coldiretti, ha animato la città