Gragnano non smette mai di stupire. E' stato di recente scoperto nella Chiesa di San Giovanni Battista un dipinto realizzato da Giuseppe Cesari, il Cavalier d’Arpino. L'opera raffigura San Michele Arcangelo e dovrebbe trattarsi del “cartone” presentato dall'artista per l'esecuzione del primo micromosaico realizzato da Giovan Battista Calandra, come pala d'altare nella Basilica di San Pietro.
«L'ufficialità della scoperta di un dipinto di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino (maestro del Caravaggio e di Guido Reni), a Gragnano mi riempie l'animo di tanta soddisfazione -commenta con entusiasmo sui social Egidio Valcaccia, Esperto in Incoming e Costruzioni di Itinerari Turistici-. Circa 20 anni fa in una lezione che tenni in Curia misi in discussione l'assurda attribuzione ad un modesto seguace di Luca Giordano, proponendo una datazione più antica e una dimensione artistica dell'opera di gran lunga più importante, fui pesantemente attaccato dall'"ipocrita filosofo" della nostra diocesi che mi rinfacciava di essere troppo giovane per mettere il discussione il parere di filosofi, mezzi giornalisti e poeti, dato che il parere d'arte, secondo alcuni si basa su quanti capelli bianchi hai e sulla tua vena poetica.Ho segnalato l'opera al professor Riccardo Lattuda, che oltre a darmi ragione ha ricostruito la storia dell'opera assegnandola al grande maestro in un saggio dato alle stampe in questi giorni.
Chi è appassionato della vera arte deve mettere da parte la sua vena filosofica e poetica e studiare davvero, non conta l'età, ma la serietà di affrontate le tematiche con criterio scientifico.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.