Ieri sera in seconda serata è andato in onda su Rai 3 il nuovo cortometraggio diretto e ideato da Gualtiero Pierce dal titolo "Napoli Aldilà di tutto" che prende spunto da alcune pagine del libro di Erri De Luca "La doppia vita dei numeri" . La giovanissima stabiese Suami Puglia ha recitato al fianco di Antonia Truppo, due volte vincitrice del David di Donatello. È la storia di una madre e una figlia che hanno da poco avuto un grave lutto, hanno perso una parte importante della loro famiglia: un marito e un padre amorevole. Dopo la perdita, la piccola Sofia, interpretata da Suami, non riesce ad elaborare il lutto e non riesce a immaginarsi il padre morto. Ed ecco allora che sua mamma decide di farle elaborare il lutto in modo particolare, ovvero di rivelarle il peculiare rapporto dei napoletani con la morte. I luoghi che fanno da sfondo alla storia sono difatti luoghi sacri per i napoletani, il Cimitero delle fontanelle con le centinaia di anime pezzentelle, il Cimitero delle 366 fosse... Luoghi insomma dove la morte la si può toccare con le mani, posti in cui la morte si fa sì tangibile ma è anche qualcosa di lontanissimo e ultraterreno. All'interno della pellicola ci sono monologhi importanti interpretati da attori napoletani di grande calibro come Antonella Morea e Lello Arena che appaiono alla ragazzina e attraverso le loro significative parole le rivelano che in fondo i morti non ci lasciano mai del tutto. Un pensiero questo che da secoli appartiene al popolo napoletano che esorcizza la morte col suo immenso dolore e avvicina l'Aldilà. Col culto della morte si può vedere la grandezza del popolo partenopeo che non accetta nemmeno qualcosa di apparentemente irrimediabile come la morte ma cerca di mettersi in contatto con questo mondo ultraterreno per non rinunciare all'affetto dei propri cari scomparsi.
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