L’autore esplora non solo le motivazioni che spingono gli individui a cambiare lavoro diverse volte, nel corso della vita attiva, ma anche quale futuro emergente hanno intravisto sulla linea del loro orizzonte. Il mondo delle professioni è profondamente cambiato negli ultimi anni, tanto da dare spazio a sempre più numerose attività ‘non convenzionali’. È ovvio, esisteranno sempre i parrucchieri, i baristi, gli idraulici e gli elettricisti, tuttavia si intravedono anche moltissime professioni che mirano a migliorare la qualità della nostra condizione umana, sociale, ambientale ed economica.
Il saggio cerca di dimostrare che si può scegliere e non accontentarsi di un futuro piatto ed insignificante. Di conseguenza, il ragionamento si sviluppa intorno al tema della soddisfazione intima che ci corrobora quando sentiamo di aver cambiato o prodotto qualcosa di originale, frutto della nostra intelligenza, del nostro impegno e delle nostre passioni.
E’ possibile far comprendere il valore di questa soddisfazione soprattutto ai giovani che hanno fame di vita, aiutandoli a cercare strade inesplorate e percorsi il più possibile rispondenti alle inclinazioni di ciascuno. Tuttavia, convertire le passioni tristi (Spinoza) carenti di gioie ed emozioni, in progetti di vita personale e professionale è un lavoro complesso che investe principalmente la scuola in collaborazione con le agenzie educative del territorio.
Infine, non sono escluse da questa ricerca sul proprio futuro emergente le persone adulte che sono alla vigilia della pensione o sono prive di un lavoro, tutte alla ricerca di motivazioni e nuove finalità verso un’esistenza degna ancora di essere vissuta.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.