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Campania - Torna nelle scuole il progetto 'Panthaku' - educare dappertutto': al Luigi Denza di Castellammare valutazione positiva

Un modello d’insegnamento tra pari basato sulla reciprocità e su concetti chiave quali l’inclusione e il contrasto ai fenomeni di bullismo.

tempo di lettura: 4 min
di Titti Pentangelo
04/11/2019 08:39:37
Campania - Torna nelle scuole il progetto 'Panthaku' - educare dappertutto': al Luigi Denza di Castellammare valutazione positiva

Un progetto triennale che comprende tre province della Regione Campania (Caserta, Napoli e Salerno), portando sostegno a circa 600 nuclei familiari e includendo 500 studenti tra gli 11 e i 14 anni, nonché 80 docenti. Tra le scuole coinvolte anche l’Istituto Comprensivo “Luigi Denza” di Castellammare di Stabia, che con un report ne ha evidenziato gli effetti positivi.

Si chiama “Panthakù - educare dappertutto” ed è nato per contrastrare il fenomeno della dispersione scolastica e dell’impoverimento educativo, particolarmente significativi in Campania come rivelano i dati Eurostat del 2017.

La percentuale di ragazzi che abbandonano prematuramente gli studi si aggira intorno al 18,1%, rispetto al 13,8% della media italiana e ben lontano dal 10% che l’Unione europea ha fissato come tetto massimo da raggiungere entro il 2030. Secondo l’indice di povertà educativa redatto da Save The Children, la Campania si colloca al primo posto.
Tra i partecipanti a Panthakù ci sono 4 istituti comprensivi (“Calcedonia” e “Rita Levi Montalcini” di Salerno, il “Principe di Piemonte” di Santa Maria Capua Vetere e il “Luigi Denza” di Castellammare di Stabia), nonché numerose organizzazioni sociali, sportive e artistiche per tutte le attività che si svolgono al di fuori delle mura scolastiche, come laboratori emozionali e stage nelle botteghe alla scoperta del mondo del lavoro.

I protagonisti del progetto sono gli allievi delle scuole primarie di secondo grado, chiamati allo sviluppo di competenze chiare e di nuove capacità grazie ad un approccio meno tradizionale. Al centro delle iniziative promosse hanno particolare importanza il gioco di squadra e la “peer to peer education”, la formazione tra pari.

Ad affiancare gli alunni i genitori e un corpo docenti capace di adeguarsi ai nuovi strumenti educativi: ognuno deve fare la sua parte. Se agli insegnanti viene chiesto di seguire determinate attività di formazione, ai genitori spetta il ruolo di supportare i figli in maniera coscenziosa e responsabile.

Selezionata dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, l’iniziativa mira a promuovere relazioni sociali positive tra ragazzi, nella speranza di migliorare la loro qualità di vita e, parallelamente, di facilitare il loro apprendimento didattico.

La situazione di partenza evidenziava, infatti, non solo un dato sconfortante di dispersione scolastica, ma anche una generale mancanza di nuovi stimoli: secondo l’Istat nel 2016 il 69% dei minori campani non ha letto libri, il 66% non ha praticato neanche uno sport e l’84% non ha assistito a un concerto.

Grazie ai workshop condotti insieme agli operatori di “Ai.Bi” (Amici dei Bambini), i ragazzi si sono sentiti incoraggiati ad aiutare i loro coetanei, aprendosi di più con i propri genitori e con gli insegnanti di fronte a problematiche e difficoltà contingenti. Non più un modello gerarchico verticale, ma uno scambio paritetico.

Per valutare il progetto complessivamente, l’Istituto Comprensivo“Luigi Denza” di Castellammare di Stabia ha analizzato la sua rilevanza, la sua efficacia e il suo impatto per l’anno scolastico 2017/2018.

“Essere adolescente in questo quartiere - sottolinea Fabiola Toricco, Dirigente scolastico del Denza - non è una cosa facile. La scuola è l’unico punto di riferimento. Abbiamo genitori completamente deresponsabilizzati che non sognano più per il futuro dei figli.”

La scuola ha un’utenza eterogenea: ci sono famiglie in grave disagio economico e culturale, ma anche esponenti della classe media. 

Il contesto territoriale non sembra offrire occasioni ed esperienze socio-relazionali significative, perciò la scuola negli anni ha provato a creare una fitta rete identitaria coinvolgendo i diversi attori in campo.

“La sfida di questa scuola - dice la Toricco - è quella di diventare sempre più un centro educativo permanente per le famiglie del territorio.”

In questa direzione va la scelta di fare parte di “Panthakù”, che ha visto l’adesione di 131 studenti e di 16 docenti.

Sulla base di 79 questionari raccolti, gli studenti hanno avuto modo di dire la loro sul contesto in cui vivono e sulle sensazioni che provano nello stare a scuola, ma anche di riflettere sul proprio futuro lavorativo.

La totalità degli insegnanti ha riconosciuto come l’utilizzo di tecniche innovative sia un vantaggio per stimolare l’apprendimento dei ragazzi. Tra le possibile risoluzioni alla dispersione scolastica il 56% di loro ha sottolineato l’importanza della costruzione di rapporti migliori con i ragazzi. Da queste basi si ripartirà sicuramente adesso con le nuove attività di “Panthakù”.

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