Maremmani sul Faito, la questione ritorna alla ribalta delle cronache dopo l’aggressione subita da tre persone lunedì scorso. Ed il caso diventa anche politico.
Tre persone, tra cui un avvocato di Castellammare di Stabia, lunedì scorso si sono presentate al pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense per farsi medicare da ferite procurate dal morso di un maremmano. Questa almeno è stata la versione fornita ai medici ed agli agenti di polizia presenti al drappello del nosocomio vicano. Poco dopo, lo stesso avvocato stabiese, avrebbe anche sporto regolare denuncia presso la locale stazione dei carabinieri.
Sul Faito da tempo vive un branco di maremmani. In passato l’ASL, sollecitata dall’ente parco dei Monti Lattari, intervenne per catturarli ma la loro azione fu bloccata da alcuni animalisti che fecero valere le proprie ragioni in difesa degli animali «da lasciare liberi di vivere in cattività» dissero.
Una notizia, quella dell’aggressione, che ha presto fatto il giro della città e dei social. Proprio qui si sono scatenati i commenti dei cittadini. C’è chi chiede un intervento delle istituzioni per mettere in sicurezza i cani e soprattutto le persone che visitano la montagna. Ma c’è anche chi poco crede alla versione dei fatti e prende le difese dei cani considerati «docili e mansueti». In molti, infatti, hanno anche raccontato di averci giocato e di avergli dato da mangiare. Altri, invece, hanno confermato di essere stati intimoriti nel momento in cui li hanno incrociati.
Anche l’ente parco è intervenuto nuovamente. Il suo presidente, Tristano dello Joio, ne fa anche una questione politica. «Una vicenda gestita in maniera scellerata anche dal Movimento 5 Stelle – ha detto -, che ha fatto saltare il tavolo degli accordi con il Parco e il Comune di Vico per portare avanti un percorso mirato al prelievo, alla sterilizzazione e alla reintroduzione dei cani nei loro ambienti, una scelta non condivisa da noi e dal Sindaco Buonocore, propensi invece esclusivamente alla tutela dei cani del Faito in vista di possibili adozioni. Questa politica senza senso presta il fianco a chi non vuol bene al Faito, alla sua fauna e a tutto il suo patrimonio ambientale e naturale».
Insomma, la questione dei randagi sul Faito divide cittadini e politici, senza che però si riesca ad addivenire ad una soluzione che metta d’accordo tutti.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.