A nove mesi dal drammatico giovedì Santo che ha sconvolto la Penisola Sorrentina e i Monti Lattari, l’incidente probatorio sulla tragedia della funivia del Faito entra finalmente in una fase cruciale. Un'accelerazione attesa, necessaria e sollecitata a gran voce anche da chi, come l’ex consigliere regionale Gennaro Cinque, ha sempre considerato quell'impianto non solo un volano turistico, ma un legame vitale tra la costa e la montagna.
Il GIP del Tribunale di Torre Annunziata, Luisa Crasta, ha dato mandato al pool di periti di stringere i tempi. Il programma è serrato: il trasferimento della cabina nelle officine militari di Nola, l’analisi della "testa fusa" e del manicotto, e soprattutto l’esame tecnico sul cavo portante per capire se il freno di emergenza sia entrato in funzione, anche solo parzialmente.
"La verità non può più attendere. Quattro vite spezzate e un ferito grave sono un peso che la nostra comunità porta sul cuore ogni giorno. Accertare le responsabilità dei 26 indagati, tra cui i vertici Eav e i responsabili delle manutenzioni, è un atto di giustizia dovuto alle famiglie Parlato, Suliman e Winn, ma è anche l’unico modo per garantire che simili tragedie, sulla scia del dolore già vissuto al Mottarone, non si ripetano mai più".
L’attenzione si sposta ora sul prossimo 6 marzo, data della nuova udienza in cui verranno presentati i primi esiti tecnici. Per Cinque, che negli anni si è battuto per il rilancio e la messa in sicurezza dell'area, il dissequestro del cavo traente e il trasferimento della cabina allo Spolettificio sono passi tecnici fondamentali che devono però portare a una risposta chiara: perché la cabina è precipitata a soli venti metri dall'arrivo?
"Non è solo una questione di perizie e cavi", prosegue. "È una questione di rispetto per un territorio che vive di turismo e che merita infrastrutture sicure e monitorate con rigore millimetrico. La politica e la magistratura devono camminare spedite: lo dobbiamo a chi non c'è più e a chi vuole tornare a guardare il Faito senza paura".
Mentre la Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, continua il suo lavoro, resta il monito di chi il territorio lo vive e lo rappresenta: tempi certi e sicurezza totale. Il 17 aprile, primo anniversario della tragedia, si avvicina: per quella data, il Faito chiede risposte, non solo fiori.
I due ultimi acquisti del mercato di gennaio arrivano a titolo definitivo da Perugia e Cosenza: contratto fino a giugno 2027.