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Vico Equense - 'Occupazione e innovazioni abusive sul pubblico demanio', sequestrate due strutture

Operazione svolta questa mattina dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Torre Annunziata.

tempo di lettura: 3 min
11/11/2024 12:15:47
Vico Equense - 'Occupazione e innovazioni abusive sul pubblico demanio', sequestrate due strutture

Questa mattina la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e la Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, di due strutture realizzate sulla scogliera del molo di sopraflutto del porto di Seiano di Vico Equense, località Marina di Equa.
I reati per i quali si procede sono, per entrambe le strutture cadute in sequestro, quelli di cui agli artt. 54 e 1161 del codice della navigazione, in tema di occupazione e innovazioni abusive sul pubblico demanio, nonché, per una soltanto di esse, i reati edilizi e paesaggistici di cui all'art. 44 del DPR 380/2001 e all'art. 181 del D.Lgs. 42/2004.

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, che si sono avvalse anche  dell'ausilio di un consulente tecnico, entrambe le strutture sequestrate occupano arbitrariamente lo spazio demaniale oggetto di concessione e integrano delle "innovazioni non autorizzate" realizzate sul demanio pubblico, in quanto le stesse, per le loro intrinseche caratteristiche strutturali, sono opere "stabilmente ancorate al suolo" non ''precarie" né di ''facile rimozione",così come previsto, invece, nei titoli concessori, ponendosi in netto contrasto con le disposizioni urbanistiche di zona.

In particolare, «per una delle due strutture – si legge nella nota diffusa della Procura Oplontina - , risulta realizzata un'opera di "nuova costruzione",stabilmente ancorata al suolo, incompatibile con il regime edilizio ed urbanistico di zona, essendo in contrasto con le prescrizioni del Piano Urbanistico Territoriale del Comune di Vico Equense, che sanciscono l'inedificabilità assoluta nell'area, nella quale è consentita esclusivamente la realizzazione di costruzioni precarie, facilmente amovibili e non ancorate stabilmente al suolo, nonché priva della prescritta autorizzazione paesaggistica, essendo l'area sottoposta a specifici vincoli perché dichiarata di notevole interesse pubblico. La superficie illecitamente occupata, in tal caso, è di oltre 1.100 metri quadrati di proprietà del demanio dello Stato, sulla quale è stato realizzato uno stabilimento balneare ed elioterapico ove insiste un tavolato sorretto da travi in acciaio "a colonne" ancorate in modo stabile e permanente ai massi sottostanti, perforati e assicurati con una bullonatura metallica. La piattaforma a forma di trapezio, dotata di solarium, si spalma sul molo fino all'altezza del faro ed ospita 4 gazebo con tendaggi in PVC di circa 165 mq, nonché un bar, un ristorante e servizi igienici».

«L'altra struttura, - prosegue la nota della Procura - costituita da una piattaforma in carpenteria metallica con travi in acciaio, con sovrastante manufatto ospitante i servizi igienici e il locale ristoro, anch'essa ancorata stabilmente al suolo mediante un sistema di ancoraggi strutturali - c.d. tirafondi - ai massi del molo, ha consentito l'occupazione di un'area demaniale di oltre 400 mq. in violazione dei titoli concessori in precedenza rilasciati, che prevedevano "la sola installazione di opere di facile rimozione", e della disciplina urbanistica di zona, secondo la classificazione impressa dal P.R.G. del Comune di Vico Equense e dalle relative Norme Tecniche di Attuazione, ponendosi, altresì, in contrasto con le prescrizioni dettate dal Piano Urbanistico Territoriale di detto Comune, che sanciscono l'inedificabilità assoluta nell'area in cui ricade l'intervento edilizio».

Oltre ad apporre i sigilli alle suddette strutture, i militari hanno notificato gli avvisi di garanzia a sei indagati, quali gli amministratori delle società interessate, i legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori e i tecnici che hanno partecipato alla realizzazione delle opere sequestrate.

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