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Vico Equense - Incendio doloso, due arresti: nel mirino l'auto sbagliata

Blitz dei Carabinieri tra Villaricca e Napoli: individuati i presunti responsabili del rogo che distrusse cinque vetture nel 2025. Indagini in corso su mandanti e obiettivo reale dell’attacco.

tempo di lettura: 2 min
23/03/2026 13:15:31
Vico Equense - Incendio doloso, due arresti: nel mirino l'auto sbagliata

Questa mattina, a Villaricca (NA) e Napoli Poggioreale, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare, rispettivamente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un 34enne di Villaricca e di un 28enne di Qualiano, attualmente detenuto in carcere per altra causa (ed agli arresti domiciliari al tempo dei fatti), gravemente indiziati in ordine ad un episodio di incendio doloso di autovetture, avvenuto nel febbraio 2025 a Vico Equense (NA).

L'attività d'indagine, svolta dai militari dell'Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Sorrento e coordinata dalla Procura della Repubblica, è stata finalizzata ad accertare l'origine dell'incendio che, a Vico Equense, nella notte del 21 febbraio dello scorso anno, aveva coinvolto cinque autovetture, distruggendone totalmente tre e danneggiandone altre due, oltre a propagarsi alla struttura ricettiva dinanzi alle quali le stesse erano parcheggiate, provocando danni per circa 10mila euro.

Dai rilievi effettuati dalla Sezione Indagini Scientifiche Carabinieri di Torre Annunziata emergeva come gli autori avessero appiccato le fiamme ad un'autovettura Mercedes classe B, in uso ad un cittadino di Vico Equense, che risultava essere di modello e colore simili a quella del proprietario della struttura alberghiera poi attinta dall'incendio e che, per pura casualità, si trovava parcheggiata lì dinanzi.

Le investigazioni, condotte mediante attività d'intercettazione tecnica e analisi dei tabulati telefonici, hanno consentito di pervenire, con elevata probabilità, all'identificazione dei responsabili dell'incendio negli odierni arrestati, uno dei quali era evaso dagli arresti domiciliari, ai quali era sottoposto all'epoca dei fatti, per commettere il reato.

Il G.I.P., ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, ha disposto nei confronti dei due indagati rispettivamente la misura della custodia cautelare in carcere e quella degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Le indagini proseguono anche ai fini dell'individuazione dei mandanti e del vero obiettivo dell'azione criminosa.

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