Cronaca
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Torre del Greco - Commuove la storia di Carmela Chiacchio, pugile dopo l'uccisione del fratello

La sua testimonianza durante l’annuale conviviale del Panathlon International.

tempo di lettura: 2 min
19/12/2023 15:36:47
Torre del Greco - Commuove la storia di Carmela Chiacchio, pugile dopo l'uccisione del fratello

Ha commosso i presenti la storia di Carmela Chiacchio, tra le prime donne pugili italiane, avvicinatasi nel 1999 ad uno sport prettamente maschile per ricordare il fratello Rodomonte, ucciso ad appena 18 anni con una coltellata per avere reagito ad un tentativo di rapina avvenuto a Cardito proprio quell’anno. A raccontarla, lunedì sera all’hotel Poseidon di Torre del Greco, è stata direttamente lei, oggi 42enne e componente della giunta regionale del Coni Campania, partecipando alla conviviale organizzata come ogni anno dalla sezione torrese del Panathlon International presieduta da Liberato Esposito.
Proprio Esposito ha introdotto i lavori dell’iniziativa, ricordando come “questo sia un periodo importante per lo sport, in quanto Napoli è stata scelta, dopo avere battuto in finale Saragozza, come capitale europea dello sport per il 2026”. Presente anche il sindaco Luigi Mennella, che ha illustrato le iniziative dell’amministrazione per le attività sportive: “Il 2024 – ha ricordato – sarà un anno importante, perché finalmente partiranno i lavori per la realizzazione del palazzetto e della piscina comunale nella zona di viale Europa. Inoltre, siamo impegnati anche per poter realizzare il nuovo stadio. Abbiamo infine in animo di promuovere diverse manifestazioni sportive, come un torneo under di calcio a livello nazionale e una tappa di una prestigiosa corsa ciclismo femminile”.
Poi è stata la volta di Carmela Chiacchio, che ha ricordato come si sia “avvicinata allo boxe, spinta da mio padre e aiutata da mio zio che aveva una palestra, dopo l’uccisione di mio fratello. Lo sport è stata una rivalsa rispetto a questa tragedia e mi è servita a superare lo choc. Il pugilato è una palestra di vita, che mi ha permesso di raccontare la storia che ha colpito la mia famiglia in più occasioni. Non smetterò mai di farlo, consapevole che questo può servire a salvare altre giovani vite. l sport sa dare esempi positivi, che possono aiutare in particolare i giovani meno fortunati”.

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