Ci sono anche i clan Gionta, di Torre Annunziata, e Aquino-Annunziata, di Boscoreale, nella maxi-indagine della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) con al centro i traffici di droga del porto commerciale di Salerno. Un’inchiesta sul traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica e dal Centroamerica: cocaina gestita da centinaia di persone e che produrrebbe un vero e proprio terremoto nel mondo della mala. Approfondimenti risultanti dal blitz avvenuto alcuni anni fa che portò a 46 arresti e che a questo punto è arrivata a 141 indagati. In sostanza la droga arrivava dopo un viaggio lunghissimo al porto di Salerno ma la regia si trovava in Spagna. Da Salerno la droga riforniva i quartieri napoletani di Forcella, Miano e Secondigliano e poi i Comuni dell’area vesuviana come Pompei, Boscoreale e Torre Annunziata. Ma non solo perché la cocaina arrivava anche in altre regioni d’Italia raggiungendo città come Siena e Cosenza. Oltre ai Gionta e agli Aquino-Annunziata sarebbero coinvolti anche le cosche dei Lo Russo e dei De Tommaso di Napoli; dei Castaldo di Caivano; dei Pecoraro-Renna di Eboli.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.