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Torre Annunziata - Topi d'appartamento, il Riesame ordina tre scarcerazioni

Fuori anche nipote e sorella di Mario Falanga.

tempo di lettura: 2 min
di Raimondo De Luca
01/11/2018 18:23:41
Torre Annunziata - Topi d'appartamento, il Riesame ordina tre scarcerazioni

Gang dei furti in casa, arrivano le prime scarcerazioni. I giudici del Tribunale del Riesame, ieri mattina, hanno annullato l'ordinanza per Giovanna Fusco, nipote del capo dell'organizzazione Mario Falanga e considerata dagli inquirenti al vertice del sistema: per lei i togati hanno disposto gli arresti domiciliari. La madre, Maddalena Falanga, avrà invece l'obbligo di firma.

Annullata del tutto l'ordinanza per Antonio D'Angelo: all'uomo è stata revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari ed è ora libero.

Nel corso del processo, alla presenza del legale penalista di fiducia Donato De Paola, sono stati ricostruiti i profili di ognuno degli indagati. Secondo le accuse, Giovanna Fusco detta 'Giovanna a cipolla' promuoveva, organizzava e coordinava le attività dell'associazione in perfetta sintonia con Mario Falanga, partecipando anch'essa materialmente ai furti in abitazione. La donna manteneva i contatti con complici rumeni ovvero con i ricettatori, ma anche con i complici italiani.

Maddalena Falanga, dal canto proprio, dava il suo contributo smistando la merce provento dei furti, ponendo incondizionatamente a disposizione del sodalizio delle autovetture a lei intestate, e infine dichiarando falsamente laddove veniva sentita dalle forze di polizia di aver prestato il veicolo a non aderenti all'organizzazione.

Antonio D'Angelo partecipava alle attività illecite del sodalizio ponendo a disposizione un deposito ubicato in via Pompei dove stipare la merce. L'uomo pensava inoltre a come porre in essere operazioni di rimessaggio meccanico delle attrezzature agricole provento di furto per la successiva reimmissione nel mercato mediante vendita a terzi.

Tutti ovviamente facevano riferimento al capo, Mario Falanga detto 'o zio', il quale promuoveva, organizzava e coordinava le illecite attività del sodalizio, presenziando anch'egli in prima persona ai furti in abitazione e assoldando nuovi ricettatori tra i complici rumeni specializzati nei furti di attrezzature agricole. Gli arresti due settimane fa.

Nel mirino dei carabinieri di Torre Annunziata era finita una banda di ladri composta da italiani e romeni che, nell'estate del 2017, aveva messo a segno furti tra le province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino. I topi di appartamento eseguivano dei sopralluoghi prima di entrare in azione, per studiare la 'pericolosità' delle case da svaligiare e per organizzarsi. Poi, in batterie composte da 4 o 5 elementi, partivano su macchine con targa straniera per fare razzia di gioielli, denaro, televisori o attrezzature agricole.

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