Anna Gallo, detta Ninnacchera, è uscita di prigione ed è ora agli arresti domiciliari. La donna era stata arrestata il mese scorso perché ritenuta al vertice di una rete di spaccio al rione Provolera, a Torre Annunziata.
Ora la 72enne è tornata a casa: è quanto ha stabilito il Tribunale del Riesame di Napoli. Fuori dal carcere anche Felice Manzo (difeso dall'avvocato Luciano Bonzani), il 32enne che era sfuggito inizialmente al blitz dei carabinieri e si era rifugiato a casa di parenti nel pesarese, a Montelabbate. La gang composta da 22 persone era finita in manette tre settimane fa.
Nel mirino dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata era finita una fitta rete per lo spaccio di droga che aveva portato all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip a carico dei soggetti (nove delle quali donne), tutte indagate, a vario titolo, per detenzione e spaccio di stupefacenti, ricettazione, detenzione illegale di armi da fuoco. I militari nel corso delle indagini hanno scoperto l'esistenza di varie piazze di spaccio, tra le quali quella nel rione Provolera, storico quartiere del centro cittadino, presso cui si rifornivano soprattutto di crack e marijuana tossicodipendenti provenienti da tutta la Campania.
Le indagini hanno inoltre permesso di attribuire ad alcuni dei destinatari delle ordinanze la responsabilità in ordine alla detenzione di diversi tipi di armi clandestine, comuni e da guerra, tenute occultate e rese disponibili per lo svolgimento delle attività illecite. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati due arsenali: il primo dalla polizia alle spalle della chiesa del Carmine, il secondo dai carabinieri a casa di un pregiudicato. Ruolo importante secondo gli investigatori era rivestito dalle donne. Nove sono le quote rosa dello spaccio. Due di loro facevano da broker della droga nel rione Provolera e sono finite in carcere.
Tra queste c'era appunto Anna Gallo, soprannominata Ninnacchera, già arrestata nel corso delle indagini con droga nel reggiseno, vedova del boss Ernesto Venditto alias bicchierino, e madre di Aurelio Venditto, ucciso in un agguato il 28 febbraio 1999 dai sicari del clan Birra-lacomino di Ercolano in vico del Fico a Torre Annunziata. Secondo l'Antimafia, i killer erano stati chiesti in prestito dai Chierchia, alleati dei Gionta, direttamente agli ercolanesi per punire proprio Ernesto Venditto, padre della vittima. Sotto la scarica di proiettili calibro 9×21 e 7,65, rimase ferito anche un secondo uomo, Natale Russo, che si fece medicare in ospedale solo a tarda notte, nonostante l'agguato fosse avvenuto nel primo pomeriggio.
Per questo omicidio, è stato condannato a 30 anni di reclusione Alfonso Chierchia, alias 'a scigna, ritenuto il mandante dell'agguato. Trenta anni di carcere anche per il killer ercolanese, Salvatore Di Dato mentre a 14 anni sono stati condannati i pentiti Francesco Sannino e Aldo Del Lavale, le cui confessioni hanno permesso di ricostruire l'agguato.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.