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Durante gli interrogatori hanno negato di aver pagato il pizzo agli esattori del clan di camorra dei Gionta di Torre Annunziata, ma gli inquirenti sono convinti dei versamenti periodici. Così ieri cinque persone tra commercianti ed imprenditori sono stati iscritti nel registro degli indagati da parte della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli. L’accusa per loro è molto pesante: parliamo di favoreggiamento aggravato dall’articolo 7, ovvero dalle modalità mafiose. Il provvedimento è scattato nell’ambito di un’inchiesta contro la cosca di Torre Annunziata ed in particolare a seguito del blitz che ad ottobre scorso ha portato in carcere 12 presunti affiliati ai Gionta. Il decreto dell’Antimafia partenopea aveva al centro l’ipotesi di associazione mafiosa finalizzata al racket. Dopo l’arresto del boss Ciro Nappo alias cap ‘e auciello, erano stati fermati anche elementi considerati di vertice come Vincenzo Amoruso alias ‘nzerrino e Luigi Della Grotta alias Gigino ‘o panzarotto. Il Tribunale del Riesame ha deciso per la conferma delle misure cautelari per quasi tutti gli indagati. E sempre davanti al Riesame, ieri mattina, si è consumata la negazione delle accuse mosse ai nuovi reggenti dei Gionta da parte degli imprenditori che erano stati convocati dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Torre Annunziata. Ora dovranno rispondere di favoreggiamento.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.